cacciatore feni
GEAPRESS – A due passi dai fenicotteri ed all’interno di un’area che dovrebbe essere forse interdetta all’esercizio venatorio. Il tutto alla luce del sole senza paura di essere visti. I due impacciatissimi cacciatori, immortalati nel corso di una escursione della LIPU a Margi Spanò (TP), non avevano alcun timore di mostrarsi nella loro attività preferita. Del resto l’intera area, pur tutelata dalle convenzioni europee, non è tabellata.

Per la LIPU è uno dei tanti aspetti di come la gestione del patrimonio naturale appaia alla sbando. Tra divieti di caccia mancati e mancate Riserve Naturali, come quella del vicino Capo Feto. Nonostante un primo  teorico stato di protezione sia riconosciuto fin dagli anni settanta, la natura viene lasciata alla mercé di chi capita nonostante i più recenti importanti riconoscimenti comunitari. Eppure basta già leggere Wikipedia per apprendere che tali riconoscimenti hanno reso accessibili i fondi comunitari.

Domenica scorsa i due impacciati cacciatori, sono riusciti a fare di tutto, ivi compreso quello di non sparare un  colpo. Erano talmente impacciati da fare volare tutti gli anatidi presenti. Singolare, poi, quel fucile rivolto verso il compagno (nella foto, non visibile). Molto probabilmente erano   ignari del teorico divieto, tanto nessuno provvedeva ai controlli.

Abbiamo cercato di renderci visibili noi – riferisce a GeaPress Nino Provenza, coordinatore Regionale della LIPU – e per fortuna anche per questo non hanno sparato un colpo di fucile. Mi chiedo però come sia possibile far rispettare i divieti quando non vi è traccia di tabellazione e tanto meno degli ancora solo previsti enti gestori“.

Tutte mancanze che, ad avviso della LIPU, proprio per le potenzialità di accesso ai fondi europei, andrebbero segnalate alle autorità preposte fino all’auspicabile procedura di infrazione. “Mi chiedo quale altra strada resta da seguire – aggiunge il coordinatore della LIPU – Basta stare sul territorio per accorgersi di come, al di là di teoriche forme di protezione, la situazione in venti e più anni non sia affatto cambiata. Se in un’area così importante, come quella dei Margi Spanò, è possibile assistere a quanto abbiamo visto domenica, significa proprio che l’antibracconaggio in Sicilia di certo non brilla, come la difesa del territorio nel suo complesso“.

I due cacciatori di Margi Spanò, dove avere girovagato per un po’, sono per fortuna andati via. “La fauna – conclude Nino Provenza – sia a Margi Spanò che Capo Feto era molto spaventata. Non si spostava dal centro degli stagni, pronta a volare al primo movimento. Segno, questo, che qualcuno nei giorni scorsi la doveva avere certamente disturbata“.

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