dattero di mare
GEAPRESS – Fine settimana movimentato sul fronte della pesca di frodo. Numerosi gli interventi comunicati dalle Forze dell’Ordine, che fanno seguito a quelli di pochi giorni addietro (vedi articolo GeaPress) ove sono scattate denunce ai danni di pescatori di pesce spada e tonno in stadio giovanile.

In particolare, ad essere segnalati, sono gli interventi delle Capitaneria di Porto di Vieste (FG) che in due diverse operazioni ha sequestrato 700 ricci di mare ed oltre venti chilogrammi di dattero. Per quest’ultimo mollusco, si rileva il danno dovuto non solo al depauperamento degli abitanti del mare, ma anche al danneggiamento dei fondali rocciosi marini. Il bivalve, infatti, scava nel corso degli anni una intercapedine ove si ancora. Il suo prelievo avviene, pertanto, a colpi di martello nel substrato roccioso. Il dattero di mare è inoltre una specie tutelata dalla Comunità Europea mentre la pesca del riccio di mare è sottoposto a periodi e quantitativi di prelievo.

Nel caso di Vieste, 2000 euro di sanzione per i pescatori di riccio di mare, mentre quelli di dattero sono riusciti a fuggire.

Denunce anche a Salerno, dove la Guardia di Finanza ha sanzionato venti pescatori e provveduto al sequestro di una quarantina di attrezzi da pesca. Il controllo ha riguardato i cosiddetti “diportisti”, ovvero pescatori non professionisti.

Furti di vongole nelle valli di pesca della provincia di Ferrara e ad Orbetello (GR). Nel primo caso la denuncia arriva dai pescatori autorizzati. Alcune barche con la matricola oscurata sarebbero intervenute sugli attrezzi di pesca. Sembra che nel ferrarese vi siano polemiche sulle concessioni nelle dighe. Fermate, invece, due persone trovate in attività di pesca nella laguna di Orbetello. Ad intervenire la Guardia Costiera del luogo che ha potuto constatare come gli stessi fossero interessati al prelievo delle vongole.

Trenta metri di rete, sono state invece complessivamente sequestrate nel Parco Naturale “Bosco e Paludi di Rauccio”, in provincia di Lecce. Ad intervenire le Guardie Eco Zoofile dell’ANPANA.

Singolare e verosimilmente voluta pesca ne lago di Levico in provincia di Trento. Ad essere arrestato dai Carabinieri di Borgo Valsugana, è stato infatti un pescatore di … bombe! Sarebbe stato notato dai militari dell’Arma, mentre con una sorta di canna da pesca, era intento a pescare strani oggetti. L’uomo, individuato dai Carabinieri, ha tentato di liberarsi del sacco con il contenuto dell’insolita pesca, gettandolo in acqua. L’involucro, recuperato dai Vigili del Fuoco, conteneva bombe italiane e austriache risalenti al primo conflitto mondiale.

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