rete uccellagione
GEAPRESS – Intervento, nella notte di ieri, all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio. A Boscotrecase (NA) il Corpo Forestale dello Stato, ha infatti messo in atto un’operazione di controllo del territorio su vasta scala al fine di eliminare il fenomeno dell’uccellagione. Una grande rete utilizzata per adescare gli ignari volatili e poterli così imprigionare. Poi sei quaglie chiuse in piccole gabbie unitamente ai richiami sonori che si diffondevano nell’area di caccia attraverso sette altoparlanti ed un amplificatore professionale.

L’uccellatore, oltre agli specifici reati venatori rischia ora una sanzione amministrativa così come prevista nel regolamento dell’Ente Nazionale Parco del Vesuvio.

L’intervento è stato coordinato dal Vice Questore aggiunto forestale dott. Antonio Lamberti e diretto dal Commissario Capo dott. Giovanni Cenere con la collaborazione del Comando Stazione di Boscoreale e San Sebastiano al Vesuvio.

La pratica dell’uccellagione, riferisce il Corpo forestale, è considerata una forma di bracconaggio che si attuata mediante l’impiego di dispositivi fissi, di diversa natura o tipologia, atti a catturare indiscriminatamente varie specie di volatili. Al fine di rendere più facile la cattura delle prede, si possono usare dei richiami sonori registrati oppure addirittura vivi. In quest’ultimo caso gli animali vengono generalmente chiusi in piccole gabbie per favorirne il canto.

La tutela della fauna selvatica, riferisce il comunicato del Corpo forestale dello Stato, all’interno dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio rappresenta uno degli obiettivi primari del corpo Forestale dello Stato. Un impegno che sicuramente sta dando i suoi risultati.

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