cane canile  Ancona
GEAPRESS – L’accusa è quella di avere detenuto animali in condizioni incompatibili con la loro natura. I fatti, sono avvenuti  a Vallo della Lucania (SA) all’interno del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni. A finire nei guai una persona che, secondo quanto comunicato dal Corpo Forestale dello Stato, sarebbe già nota per fatti analoghi.

Dieci cani attenzionati, dietro segnalazione di un cittadino, dalla Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Vallo della Lucania congiuntamente all’Unità Operativa Veterinaria del Dipartimento Benessere Animale dell’ASL di Salerno. Secondo gli inquirenti tutti gli animali sarebbero stati mal custoditi in un terreno privato boscato a pochi metri da una abitazione.

La Forestale avrebbe così rinvenuto i cani legati con sottili laccetti e corte catene, rischiando di potersi  strangolare. Gli animali erano legati direttamente alle piante e carcasse di macchine in disuso. Altri erano invece all’interno di una recinzione metallica con la presenza di un serbatoio del gas. Sempre secondo la Forestale gli animali sarebbero stati lasciati nel fango, privi di cucce, tettoie e con ciotole sporche. In terra, pezzi di pane.

Nel terreno una notevole concentrazione di rifiuti e liquami.

Dall’ispezione e dai controlli effettuati sugli animali, sarebbe stato poi accertato come solo quattro di loro erano regolarmente iscritti all’anagrafe canina. Per la restante parte ha dovuto provvedere il personale dell’ASL. Tutti gli animali sono stati affidati in custodia giudiziaria ad un cittadino che si è impegnato a custodirli in un terreno di sua proprietà fornendo loro la giusta assistenza.

Per la Forestale l’intervento ora comunicato, originatosi da una semplice segnalazione, rappresenta un esempio di collaborazione vincente tra cittadinanza ed Istituzione.

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