capriolo
GEAPRESS – Una strategia per proteggere i piccoli, quella delle madri di alcuni ungulati, come nel caso dei caprioli. Per evitare di attirare i predatori, mamma capriolo si allontana dal piccolo che rimane così nascosto nell’erba alta. A cadenza regolare, però, lo raggiunge per allattarlo. Così fanno anche le lepri ed i rapaci notturni.

Nel mese di maggio, ricorda il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, la natura è in pieno risveglio primaverile e molti animali sono nel massimo delle loro attivita riproduttive. Il mese dei parti, per moltissime specie di mammiferi.

Purtroppo i piccoli di molti di questi animali, come nel caso dei caprioli ma anche delle lepri, vengono casualmente individuati da persone inesperte che iniziano ad accarezzarli se non addirittura a raccoglierli credendo di aiutarli. Ed invece, ricorda il Parco Nazionale, occorre non toccarli. Men che meno raccoglierli. Una sola carezza, infatti, trasferisce gli odori dell’uomo, o comunque odori estranei. Le loro madri, percependo in tal maniera una minaccia, potrebbero abbandonarli.

Dunque impariamo a rispettare le leggi della natura. Escursionisti poco pratici ma anche agricoltori, dice sempre il Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Sfalciano erba o fieno, ma prima di intervenire sarebbe opportuno percorrere a piedi i bordi dei campi. Occorre cioè verificare  che non siano presenti piccoli di queste specie. Nel caso si rinvengano, si potrà valutare di rinviare l’attività di qualche giorno e nel caso questo non sia possibile, raccoglierli delicatamente con guanti adeguatamente ed energicamente strofinati con erba e terra. Basta spostarli di pochi metri e sono al sicuro, ma mai toccarli direttamente, neanche con una carezza.

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