orso marsicano
GEAPRESS – L’eurodeputato Andrea Zanoni del gruppo ALDE (Alleanza dei Liberali e Democratici Europei) e vice Presidente dell’Intergruppo per il Benessere degli Animali al Parlamento europeo, ha scritto al Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare Andrea Orlando, per chiedere informazioni sulla situazione della Fauna selvatica nel Parco Nazionale d’Abruzzo. In particolare, l’eurodeputato ha chiesto di conoscere la quantità di fondi erogati dall’Unione Europea e l’ammontare di quelli utilizzati per l’Orso Marsicano (Ursus arctos marsicanus) e le altre specie protette nei Parchi abruzzesi, i nominativi dei beneficiari e i risultati raggiunti; se vi siano e, in caso affermativo, quali altri fondi siano pervenuti da parte delle Istituzioni e dei privati e chi ne ha potuto usufruire, nonché il tipo di controlli effettuati sulla spesa e sui risultati.

Nella richiesta inoltrata, – ha dichiarato l’On.le Zanoni –  desidero sapere se i ricercatori abbiano fatto uso di trappole attive per DNA con esche olfattive e quale sia l’attuale consistenza effettiva dell’Orso Marsicano, se esistano censimenti o stime attendibili per l’Appennino centrale e quale sia il territorio effettivamente preso in considerazione. Per avere un quadro significativo è importante sapere se vi siano state perdite di animali nell’ultimo decennio nel Parco e per quali cause, ovvero se siano disponibili i referti veterinari necroscopici e l’esito delle indagini sulle cause dei decessi. Ho chiesto inoltre conferma del fatto che nell’ultimo quinquennio siano stati perduti altri 14 individui, di cui 7 femmine e quindi vorrei sapere il numero di Orsi uccisi dai bracconieri nel biennio 2002- 2003″.

Zanoni ha, inoltre, richiesto al Ministro Orlando di conoscere il numero e il nome dei responsabili delle uccisioni che sono stati finora individuati, perseguiti e puniti con sentenza di condanna; se siano state intraprese azioni contro l’invasione del pascolo abusivo di bestiame domestico itinerante, in particolare di mandrie bovine provenienti dall’esterno del Parco, e quali conseguenze negative abbia effettivamente avuto la presenza del bestiame abusivo sulla fauna protetta e soprattutto sul Camoscio d’Abruzzo. L’europarlamentare ha chiesto, infine, che gli sia comunicato il trend demografico del Camoscio negli ultimi anni ed il numero di dipendenti attualmente in servizio all’Ente, il numero di Guardie del Parco e gli altri Agenti di Sorveglianza in grado di cooperare attivamente nella prevenzione e nella repressione dei numerosi reati.

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