cane antiveleno
GEAPRESS – Invio delle unità cinofile del Nucleo Antiveleno del Corpo forestale dello Stato nelle aree del territorio della provincia di Frosinone (comuni di Campoli Appennino, Pescosolido e Alvito) ricadenti nella Zona di Protezione Esterna (ZPE) del Parco Nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise. Lo scopo è quello di individuare eventuali esche avvelenate e proteggere così la fauna selvatica come nel caso di lupi e orsi.

L’intervento è stato richiesto a seguito delle segnalazioni del personale Forestale del Comando Stazione di Sora (FR), che ha accertato più volte la morte per avvelenamento di diversi animali selvatici.

L’uso illegale del veleno, riferisce il Corpo Forestale dello Stato,  è una pratica diffusa in tutta Europa che colpisce animali selvatici e domestici. A tutt’oggi, oltre che un pericolo per l’uomo e per gli animali d’affezione, rappresenta la più rilevante minaccia per la sopravvivenza di alcune specie selvatiche di interesse comunitario quali orso bruno, lupo e diversi rapaci.

Proprio allo scopo di fronteggiare una simile minaccia ambientale è nato il progetto LIFE ANTIDOTO attuato dal Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga in Italia oltre che in Andalusia e in Aragona. Le azioni principali previste dal Progetto sono l’impiego di Nuclei Cinofili Antiveleno (NCA) per la ricerca di bocconi e carcasse avvelenate oltre che la sensibilizzazione della popolazione sulle conseguenze dell’uso illegale del veleno.

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