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GEAPRESS – A seguito della denuncia dell’ASL di Avezzano del 21 Agosto scorso circa l’insorgenza di un focolaio di TBC bovina in un allevamento ricadente in area Parco (secondo quanto comunicato i capi bovini sarebbero stati trovati al pascolo in maniera incontrollata), l’Ente Parco, con proprio personale del Servizio di Sorveglianza e con quello del Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del Corpo Forestale dello Stato, è intervenuto per procedere alla cattura degli animali.

L’operazione  è avvenuta con l’ausilio dello stesso allevatore e dei suoi collaboratori.

Avviato il 19 settembre scorso, l’intervento si è concluso pochi giorni fa con la riconduzione in stalla e in apposito recinto, ed ha richiesto un impegno cospicuo da parte del Parco con l’utilizzo di 30 unità della Sorveglianza del Parco per diversi giorni.

Secondo il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, sarà ora possibile procedere ai controlli sanitari per quanto riguarda la TBC e le altre opportune verifiche.

In questo modo si tende a regolarizzare una situazione posta all’attenzione del Ministero della Salute, oltreché a quello dell’Ambiente, nell’ambito delle azioni di tutela della popolazione di Orso bruno marsicano.

In relazione ai casi di TBC bovina manifestatisi nuovamente nell’area frequentata dall’Orso bruno marsicano, afferma il Presidente del Parco Antonio Carrara, l’Ente Parco auspica una soluzione definitiva del problema al fine di porre la popolazione del plantigrado al riparo da ogni patologia insulto di carattere infettivo, vista la sua limitata popolazione e l’elevatissimo rischio di estinzione.
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