GEAPRESS – Allarme nel quartiere Arenella del capoluogo siciliano a seguito della morte di due cani avvenuta tra ieri pomeriggio e stamani. Non è ancora chiaro cosa esattamente sia successo tranne una segnalazione pervenuta ieri al Nucleo Cinofili della Polizia Municipale di Palermo che riferiva di un presunto avvelenamento. Sul luogo si è subito diretto il personale guidato dal Commissario Medici, Responsabile del Nucleo Cinofili. Un cane, colore arancio, riverso in terra ormai morto ed imbrattato di sangue. La bonifica del territorio, disposta dal Nucleo Cinofili, non ha ancora rilevato la presenza di esche. Un fatto che ha ulteriormente incrementato le voci, velocemente girate tra chi si occupa di randagi di strada, di un possibile maltrattamento.

Stamani, invece, un secondo cane morto. Nessuna presenza di sangue o altri segnali che possono in qualche maniera ricollegare alla causa della morte. Il Nucleo Cinofili ha allertato il canile municipale della città, affinchè vengano prelevati i cani randagi presenti nel luogo. Sembra si tratti di due meticci.

Per accertare l’esatta causa della morte, bisognerà però attendere l’esame autoptico. Le tracce di sangue potrebbero essere compatibili con una emorragia causata dall’anticoagulante. Un comune componente dei ratticidi.

Bisogna attenersi ai fatti – riferisce a GeaPress il Commissario Medici – e l’Arenella non è una zona dove di recente sono pervenute segnalazioni di maltrattamenti. Sono in corso tutti gli accertamenti che il caso richiede, ma non è ancora possibile stabilire  le cause della morte“.

Intanto l’allarme cresce e l’esigenza di prelevare i cani rimasti ha coinvolto alcuni animalisti che stanno cercando una sistemazione temporanea. Proprio in queste ore a Trappeto, nella parte occidentale della provincia di Palermo, un altro drammatico evento.  Otto cuccioli e sette adulti di cane, uccisi probabilmente con il metaldeide, il micidiale componente dei lumachicidi. Un veleno oltremodo pericoloso, visto che può essere assimilato anche per semplice contatto con le mucose (ad esempio una mano contaminata portata sulle labbra) e, nei casi di maggiore concentrazione, anche per inalazione.

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