lanario
GEAPRESS – E’ stato centrato da una fucilata il raro Falco Lanario, ricoverato nella giornata di ieri nel Centro Regionale Recupero Fauna Selvatica di Ficuzza, coogestito dalla LIPU e dall’Azienda Foreste Demaniali della Regione siciliana.

Il Falco è stato trovato in contrada Nicolosi, proprio ai bordi della Riserva Naturale di Ficuzza ed all’interno di un’area ZPS (Zona di Protezione Speciale). La fucilata, stante il primo referto, ha compromesso l’alula e l’ulna dell’ala sinistra ma solo domani si saprà con certezza se vi sono altre aree compromesse dai pallini di piombo.

A sottolineare la gravità di quanto successo è Giovanni Giardina, responsabile del Centro di Recupero. “Si tratta – ha riferito Giovanni Giardina a GeaPress – di un Falco molto sensibile alle mutazioni ambientali e per questo ogni animale in meno in natura rappresenta un fattore di rischio per l’intera popolazione selvatica“.

Nello scorso mese di ottobre a sottolineare la gravità del fenomeno del bracconaggio nelle aree di Riserva, era stata l’Arma dei Carabinieri. I militari, intervenuti per denunciare alcuni bracconieri di Daini verosimilmente operanti nella Riserva Bosco di Ficuzza, avevano appellato come “compagni di merenda” i responsabili di tali atti (vedi articolo GeaPress). Eventi, a quanto sembra, niente affatto rari, soprattutto nelle ore serali quando i controlli diminuiscono ancor di più. In dialetto siciliano tali bracconieri vengono definiti come “sacchittari”. Il riferimento è al “bottino” con il quale riempiono il carniere.

I Falchi Lanari, soffrono inoltre di un particolare tipo di bracconaggio, ovvero il prelievo dei pulcini dai siti riproduttivi. In più occasioni,  sono stati segnalati in Sicilia bracconieri di nidi; rivendono poi i Falchi ad allevatori disonesti.

La vicenda del Falco Lanario, ora ricoverato nel Centro LIPU di Ficuzza, è comunque contraddistinta da una storia positiva. A ritrovare il rapace, è stato infatti un giovane agricoltore. E’ stato proprio il ragazzo a raccontare a Giovanni Giardina come nel tempo aveva maturato la sua sensibilità verso i problemi ambientali. Nella scuola media di Villafrati (PA), aveva avuto come insegnante la referente di Educazione Ambientale della LIPU. Era stata lei ad insegnare l’amore per la natura indirizzando gli allievi alla giusta osservazione dei fenomeni naturali. Per Agostino, questo il nome del giovane agricoltore, quell’insegnamento ha rappresentato una svolta che ha contribuito ad esaltare l’amore per la sua terra. Quando ha notato il Falco ferito, Agostino stava infatti arando un campo per la futura semina. Ha incontrato il povero animale  e si è subito recato al Centro di Recupero della LIPU.

Tutte le attenzioni sono ora rivolte al povero Falco per il quale si spera in una futura riabilitazione.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati