avorio
GEAPRESS – Due chili e mezzo di zanne in avorio, sequestrate ieri a Palermo dagli Agenti  del Servizio CITES del Corpo Forestale della Regione Siciliana a seguito di attività di controllo sul commercio illegale di flora e fauna protetta dalla Convenzione di Washington.

Le zanne, riferisce la Forestale siciliana,   si trovavano esposte per la vendita preso una casa d’aste  con sede a Palermo. Quanto sequestrato rientra tra le parti di animali morti considerate nel’Allegato “A” del regolamento CE 338/97. Dovrebbero godere di un regime di massima protezione, trattandosi di parti di  specie a forte rischio di estinzione e la cui commercializzazione all’interno della Comunità Europea può avvenire esclusivamente a seguito di una certificazione CITES rilasciata dagli uffici competenti e solo  dopo aver accertato la legale introduzione nella CE.  Le specie selvatiche, infatti, sono oggetto della tutela a prescindere dal loro stato di animali “vivi”, “morti” o loro “parti” e “prodotti derivati”.

La legale detenzione di tali reperti sarebbe però possibile, afferma il Servizio Cites della Forestale siciliana,  ma solo nel caso di denuncia di possesso effettuata entro l’anno 1992. Questi oggetti, però, non possono essere alienati se non dopo il rilascio di apposita certificazione.

Gli Agenti pertanto, in assenza della certificazione richiesta,  hanno proceduto  al sequestro delle zanne e al deferimento all’Autorità Giudiziaria del titolare dell’attività. Lo stesso ha dichiarato di aver acquisito in buona fede i reperti,  non essere a conoscenza della normativa vigente.

Non è la prima volta che in Italia avvengano sequestri di avorio ma anche di corni di rinoceronte, presso case d’asta.

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