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GEAPRESS – Una polemica continua, quella del canile municipale di Palermo, che ha ripreso vigore a seguito dell’isolamento sanitario imposto fino a pochi giorni addietro dopo un caso accertato di leptospirosi. Nel frattempo, però, il servizio di accoglimento era stato sospeso anche se, in tempi non sospetti, già mancava la reperibilità continua degli accalappiatori. In pratica, se fuori orario di servizio, un cane incidentato rimaneva in strada, salvo provvedere in proprio. Possibilità, quest’ultima, che era stata del tutto sospesa a seguito dei provvedimenti sanitari. Un preludio, hanno sostenuto gli animalisti, dalla prossima chiusura per i lavori di ristrutturazione.

Anche per questo l’associazione Animalisti Italiani Onlus ha provveduto, con il tramite dell’Avvocato Alessio Cugini del Foro di Roma, a diffidare il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

Sarebbe proprio la posizione di garanzia imposta al Sindaco per la tutela  del benessere animale e quale Autorità sanitaria, a motivare l’atto firmato da Enrico Rizzi, coordinatore nazionale dell’associazione. Il Sindaco, si legge della Diffida, dovrebbe intervenire a fronte di situazioni di degrado socio-sanitario. In difetto di ciò, aggiunge l’atto, si potrebbero configurare atti di natura omissiva.

Leoluca Orlando è per questo invitato ad adottare “tutte le misure che si riterranno opportune e necessarie, nel rispetto del benessere psico-fisico degli animali, per il contrasto del fenomeno del randagismo, avuto, in ispecie, riguardo alle iniziative veterinarie e sanitarie di controllo riproduttivo dei randagi nonché la cura degli stessi e gli altri pubblici servizi in materia igienico- sanitaria attuati dall’ASP”. Il tutto, aggiunge l’atto di Diffida in esecuzione della l.r. 15/2000 e delle Linee Guida dell’Assessorato regionale alla salute in punto di presidi veterinari (canili ed ambulatori comunali per le sterilizzazioni).

La stesso atto è stato inviato anche al Prefetto di Palermo.

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