pescato
GEAPRESS – Si è conclusa, in concomitanza con la fine dell’anno, l’operazione complessa denominata “CLEAR LABEL”, disposta su scala nazionale dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto e coordinata a livello regionale dalla Direzione Marittima di Palermo.

I nuclei ispettivi pesca della Guardia Costiera di Palermo, Trapani, Mazara del Vallo, Porto Empedocle e Gela e gli uffici marittimi dipendenti hanno effettuato controlli a 360 gradi sulla cosiddetta filiera della pesca con l’obiettivo di prevenire situazioni di pregiudizio. Pericoli che, oltre alla tutela del mare, potrebbero riguardare la salute dei consumatori, ma anche chi, nel settore, rispetta le regole.

Per questo motivo il controllo ha riguardato i punti vendita interessati alla somministrazione di prodotti ittici.

In modo particolare, per contrastare le frodi alimentari e permettere la rintracciabilità oltre che scongiurare un cattivo stato di conservazione, i controlli degli uomini e donne della Guardia Costiera si sono concentrati sui ristoranti, locali tipici, osterie, trattorie, punti di ristoro turistici, locali etnici e sushi, hotel con ristorazione, supermercati, discount, grande distribuzione, pescherie, mercati rionali, punti vendita surgelati, grossisti e piattaforme logistiche nonché sul fenomeno degli ambulanti di pesce su strada.

Il tutto ad essere utilizzate sono state ben 115 pattuglie automontate, 13 unità navali e  365 militari della Guardia Costiera che hanno proceduto ad una intensa attività di verifica nell’ambito dell’intera Direzione Marittima. Ad essere effettuati sono stati 43 controlli di ambulanti in strada, 45 pescherie, 66 ristoranti, 67 controlli in mare, 66 porti e punti di sbarco, 48 controlli in supermercati e grande distribuzione, 24 grossisti e mercati ittici.

Non sono mancati, comunica la Capitaneria di Porto,  i casi particolari. Tra questi una tonnellata di baccalà finito sotto sequestro in quanto sarebbe risultato    con termine di conservazione scaduto. Il pesce salato, era pronto ad essere immesso sul mercato. C’è stato poi il rinvenimento all’interno di una cella frigorifera di un grossista della proivincia di oltre 100 kg di prodotti ittici congelati con termine minimo di conservazione superato da alcuni mesi (polipo, salmone, gambero rosa, calamaro, chele di granchio, pesce spada ed aragoste).

In controlli sono proseguiti anche nell’entroterra ed  in alcuni paesi collinari e montani tra cui Lercara Friddi, Monreale, Piana degli Albanesi, Belmonte Mezzagno, Altofonte e Partinico. In questo caso, i controlli sbrebbero tra l’altro accertato la vendita illegale di tonno rosso posto subito sotto sequestro. In un supermercato
non è mancato inoltre un caso di contestata “pubblicità ingannevole”. Secondo gli inquirenti era presente baccalà che invece sarebbe risultato “brosme”. Al titolare è stato contestato un verbale di 6000 euro.

Complessivamente, i controlli nei mercati rionali di Palermo e nei comuni dell’entroterra hanno consentito di accertare diverse violazioni alle norme di settore per la mancanza di etichette, etichette incomplete, pesce decongelato spacciato per fresco, carenza di informazioni al consumatore, mancata tracciabilità e provenienza dei prodotti.

Per quanto concerne i controlli su strada, il personale della Guardia Costiera di Palermo ha intercettato e sequestrato oltre 100 kg di prodotto ittico congelato detenuto a bordo di un camion il cui conducente effettuava la vendita agli ambulanti in prossimità del mercato ittico. Tale attività, svolta anche con la collaborazione del personale veterinario dell’ASP, ha consentito di appurare anche l’assenza di idoneità sanitaria al trasporto di prodotti ittici del mezzo oltre che la l’assenza di informazioni circa la provenienza del predetto prodotto ittico che, quindi, è stato, successivamente, distrutto.

Un controllo specifico è stato portato a termine nel quartiere Brancaccio di Palermo, in particolare lungo la dorsale di Via Messina Marine e Villabate ove, unitamente al personale del Reparto Prevenzione Crimine della Questura di Palermo, sono stati individuati e denunciati, in una sola mattinata, ben 6 venditori ambulanti che vendevano pesce vario (cozze, ostriche, vongole, baccalà e polpa di ricci) in stato di cattiva conservazione.
In totale i risultati dell’operazione riferiscono di 359 controlli, 50 illeciti amministrativi contestati per un ammontare di 82.000 euro. Nove i sequestri che hanno riguardato 1,3 tonnellate di prodotto ittico. Sei i soggetti denunciati all’Autorità Giudiziaria con l’accusa di vendita di prodotto ittico in cattivo stato di conservazione. Questo, riporta il comunicato della Capitaneria, in soli trenta giorni.

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