cane canile
GEAPRESS – Potrebbe essere la nebbia del famoso film di Totò e Peppino. C’è ma non si vede. Non siamo però a Milano ma a Palermo, dove il canile municipale ormai da settimane si trova in isolamento sanitario. Sembra sia stata riscontrata la leptospirosi solo che, mugugnano gli animalisti, il canile non ha più riaperto.

Se gli animalisti mugugnano, i cittadini non ne possono più. Cani necessitanti di accoglienza, che sono invece costretti a rimanere al di fuori della struttura. Il sospetto che inizia a serpeggiare è che tale isolamento si possa a breve congiungere con i previsti lavori di ristrutturazione. Per questo motivo era stato scelto un canile di Modena ed il lungo viaggio dei cani di Palermo si è già concretizzato con due spedizioni in Valle Padana. Scompaio i cani e scompare anche il canile, ovvero la sua funzionalità.

In un recente incontro tenutosi con i funzionari del Comune è stata prospettata la possibilità di una Clinica veterinaria privata, ma si tratterebbe di pochissimi posti tutti da vagliare alla luce della disponibilità di cassa del Comune. Cosa succederà, però, appena partiranno i lavori di ristrutturazione? Nella struttura attigua dell’ex mattatoio, che ad oggi ospita numerosi cani del canile, non sono previsti interventi per aumentare la ricettività e sembra che nessuna ipotesi sia al vaglio per sopperire alle richieste della città.

Chi, ad esempio, trova un cane incidentato può portarlo presso il Presidio Veterinaio che l’ASL gestice nei locali del Comune, salvo poi farsene carico. Dunque ancora tempi duri per i cani di Palermo. Tra viaggi in Valle Padana, isolamenti e momentanee (si spera) interruzioni per i prossimi lavori di ristrutturazione, il canile di Palermo riesce ancora a fare parlare di sé.

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