pfa tw
GEAPRESS – Un vero e proprio “sbarramento”. Così la Polizia Provinciale di Padova ha definito il posizionamento di cinque reti in maglia finissima, atte a trappolare i piccoli uccelli selvatici. La loro lunghezza era variabile tra i dieci ed i sedici metri, mentre l’altezza superava i due metri.

Per attirare l’avifauna nella trappola, il bracconiere di San Pietro in Gù utilizzava sia richiami elettronici che vivi. I primi sono vietati per l’uso venatorio. I secondi potrebbero essere detenuti ma con apposita documentazione ed anellini di identificazione. Non era questo il caso dell’uccellatore ora denunciato dalla Polizia Provinciale. Passeri, pettirossi, peppole, fringuelli, luì, zigoli e uccelletti di altre specie già catturati e detenuti illegalmente.

Quest’operazione – ha detto l’assessore alla Polizia provinciale Enrico Pavanetto – dimostra ancora una volta che la Polizia provinciale riesce a svolgere un’attività davvero incisiva che sta producendo risultati importanti. I nostri agenti hanno sequestrato, fra l’altro, più di cinquanta volatili e hanno liberato sul posto una decina di altri esemplari. Mi auguro che tutte le situazioni di illegalità accertate fino ad oggi siano solo casi isolati, anche se devo evidenziare che i numeri di quest’anno ci impongono di mantenere alto il livello della vigilanza”.

Secondo il Comandante della Polizia Provinciale Cino Augusto Cecchini, non è stato semplice notare il posizionamento dell’impianto. Questo era stato posto dall’abitazione.

Gli animali non immediatamente liberabili sono stati affidati al Centro di Recupero per la Fauna Selvatica “Il Gheppio” di Villafranca Padovana.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati