GEAPRESS – Arrivano anche dall’America i ringraziamenti per il Partito Socialista (PS) e il Partito laburista (PvdA) olandesi ai quali si deve, in questa legislazione, il divieto di allevare visoni per le pellicce. Divieto che entrerà però in vigore a partire del 2014. In tale anno si dovrebbe, infatti, avere la chiusura dei circa 170 allevamenti olandesi.

Eppure la proposta era abbastanza vecchia. Presentata addirittura nel 2001. I precedenti governi hanno perso oltre dieci anni prima di arrivare all’attuale approvazione. Così commenta la  Humane Society of the United States (sezione internazionale), la prima associazione ad avere documentato, ormai parecchi anni addietro, la strage dei cani cinesi utilizzati per le pellicce. Una proposta più volte rimbalzata tra i due rami del parlamento olandese e che ha avuto numerosi intoppi. Ora, per entrare pienamente in vigore, occorre la firma del Ministro competente e della Regina. Dopo la votazione del Parlamento, però, dovrebbe trattarsi di una formalità.

In Olanda è già vietato, peraltro, l’allevamento di volpi (1995) e cincillà (1997).

Un passo non da poco, quello ora effettuato, non solo per la ripresa di una sensibilità mai venuta meno ma anche per l’impulso che l’industria di settore aveva avuto negli ultimi anni. La produzione delle pelli di visone, infatti, era stata negli ultimi tempi raddoppiata. Da tre a sei milioni l’anno.

Divieti simili esistono ad oggi in Regno Unito, Austria e Croazia. In Italia, invece, vi sono ben due proposte (teoriche). Un disegno di legge ed una proposta di legge, presentati al Senato (Senatrice Amati-PD) e alla Camera dei Deputati (On.le Brambilla PdL). In quest’ultimo caso (vedi articolo GeaPress ) la presentazione avvenne in coincidenza temporale con una campagna animalista. Peccato che nessuna delle due proposte sia stata mai movimentata dal punto di partenza. Ora, risulteranno sicuramente cancellate dalla prossima crisi di Governo. In fin dei conti si sarebbero potute presentare ancor prima e non sul finire del 2011. A dire il vero, agli atti parlamentari, c’è anche una proposta di legge firmata dall’allora Senatore UDC Totò Cuffaro. Anche questa non si è mai mossa dal punto di partenza anche se, come è noto, seguirono gli arresti conseguenti alla condanna che ha interessato l’ex Governatore della Sicilia.

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