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GEAPRESS – Contrarietà, espresse dalla LIPU di Siracusa, in merito alla recente decisione dell’amministrazione comunale di Noto di stipulare un accordo con dei falconieri per allontanare i piccioni dalla città.

La LIPU, ricorda come in natura, predatore e preda, convivono sempre negli stessi ambienti ed è altamente improbabile che il sorvolo di un rapace possa far allontanare tutti piccioni presenti in quel luogo. A tal proposito giova ricordare come il Falco pellegrino, specie molto abile nel predare altri uccelli, si è spontaneamente insediato  in ben 21 città italiane e di certo i piccioni non sono spariti dai rispettivi centri storici. A supporto della propria tesi la LIPU riporta inoltre uno stralcio di una circolare dell’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) secondo la quale l’uso del Falco per allontanare gli uccelli dalle piste, rappresenterebbe “…un sistema poco utilizzato, che presenta forti limiti, poiché un falco può cacciare soltanto per poche ore al giorno, non può essere utilizzato di notte e nelle giornate con vento e pioggia…”.

Dunque, aggiungono i protezionisti, viene spontaneo chiedersi se era necessario investire circa 20 mila euro su un’operazione di dubbia riuscita. Costi che, inevitabilmente, andranno a ricadere sulla cittadinanza netina.

Le critiche della LIPU si estendono altresì alla sfera etica. I rapaci, infatti, sono animali dall’indole fiera e ridurli sul pugno di un falconiere, snatura il loro comportamento selvatico.

Non possiamo dimenticare – riporta la LIPU di Siracusa – che una parte della falconeria, oggi, presenta zone d’ombra collegate al commercio e ai prelievi illegali in natura ed è indicata da Birdlife International, come una delle cause del decremento di molte popolazioni di uccelli rapaci. Ci limitiamo a citare i furti di Aquile del Bonelli registrati in questi anni in Sicilia.  Inoltre, da un punto di vista normativo, la falconeria è equiparata a una pratica venatoria e non si può esercitare: in città, nei mesi in cui la caccia è chiusa e su specie non cacciabili come il colombo di città. Pertanto, vorremmo conoscere che tipo di autorizzazioni  possiede il comune di Noto, per aver potuto stipulare questo accordo”.

Come associazione che opera sul territorio sentiamo il dovere di proporre delle alternative concrete all’utilizzo dei rapaci:  la LIPU ha prodotto un documento tecnico-scientifico (aggiornato di recente) che affronta la problematica del Piccione di città sotto molti punti di vista (ecologico, normativo, di convivenza) proponendo delle soluzioni che possono consentire a piccioni ed essere umani di convivere pacificamente“.

La Lipu è inoltre disponibile a un incontro con il sindaco e a consegnare all’amministrazione  il documento sopra citato sulla gestione del Piccione di città.

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