La Camera dei Deputati ha approvato l’articolo 3 del disegno di legge sul testamento biologico, che esclude  l’alimentazione e l’idratazione assistite dai trattamenti a cui si può rinunciare. Ora dovrà pronunciarsi il Senato.

Una legge medievale e forse anche anticostituzionale, oltre che contraddittoria; infatti prevede la Dichiarazione Anticipata di Trattamento (DAT) e contemporaneamente  pone dei limiti alla dichiarazione stessa, calpestando i diritti individuali tutelati dalla nostra Costituzione.

Di fatto è negata l’autodeterminazione dell’individuo relativamente ai trattamenti che vuole o non vuole ricevere. L’alimentazione e l’idratazione assistite non sono pane ed acqua, lo dicono chiaramente i medici e gli operatori sanitari di “io non costringo, curo”.

Tutti dobbiamo avere la possibilità di scegliere come curarci e come morire, invece, in caso di malattia terminale o di morte cerebrale, ci viene imposto lo stato vegetativo per legge. La prepotenza di chi ci governa non tiene nemmeno da conto i sondaggi: l’80% degli italiani è a favore del fatto che ognuno possa scegliere per sè della proria vita!