GEAPRESS – Circa 400 chilogrammi di pelliccia di Antilope tibetana, sono stati sequestrati venerdì scorso nel Nepal.

Secondo la polizia il grosso carico corrisponderebbe a non meno di 2500 animali. Un numero enorme, se si pensa come i contingenti selvatici di tale rara antilope sono diminuiti da un milione di animali dell’inizio del secolo scorso, ai meno dei 75.000 attuali.

La causa è sempre la stessa. Lo shahtoosh, il prezioso scialle le cui principali manifatture si trovano in India. Un traffico all’incontrario, dunque, rispetto a quello di ossa e pelli di grandi felini. Nel caso dell’Antilope tibetana, attraverso il Nepal, o altri confini ancor più diretti, il contrabbando è destinato all’India (specie nella regione del Kashimir). Il luogo di provenienza è la Cina, ovvero la regione autonoma del Tibet.

I componenti della banda di bracconieri, rischiano ora fino a 15 anni di prigione.

Appena un mese addietro si è avuto un altro grande sequestro. In questo caso i chili di pelliccia sequestrata furono ben 1150.

Lo shahtoosh, in India, è uno status simbol. La particolare delicatezza degli scialli viene però molto apprezzata nei mercati internazionali. Fece scalpore, anni addietro, una diretta di un noto politico italiano, ripreso con uno scialle di shahtoosh. Quando venne criticato per la scelta (la vendita, infatti, è vietata) stigmatizzò il tutto come delle esagerazioni.

Una maniera con la quale si riconosce lo scialle di shahtoosh, è il passaggio attraverso un anello di nozze. A differenza di altre lavorazioni, scivola tranquillamente all’interno dello stretto cerchio. Una delicatezza costata la vita a milioni di animali e, probabilmente, continuando di questo passo, all’intera specie.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati