GEAPRESS – Animali, intesi loro derivati, ma non solo. Il tutto oggetto dell’operazione “Santa Claus” portata a compimento in queste ore dai 38 Nuclei del NAS dei Carabinieri in varie regioni italiane.  3500 aziende alimentari, il 31% delle quali risultate irregolari per violazioni igienico sanitarie, strutturali e/o commerciali. Trecento tonnellate di merce varia, per un totale stimato di tre milioni di euro e 1834 violazioni, sia di natura amministrativa che penale.

Tra gli innumerevoli interventi anche un allevamento di trote in provincia di Udine. Assenza, in questo caso, delle necessarie autorizzazioni sanitarie. A Forlì, poi, in una azianda oggetto di indagine si è rilevato come in realtà i prosciutti provenissero dalla Polonia. L’etichetta veniva sostituita con noto marchio italiano ed il prosciutto avviato per i pacchi natalizi. Come nel caso delle caciotte lituane che in una azienda lattiero casearia della penisola sorrentina, diventavano produzioni locali. Anch’esse erano destinate alle preparazioni natalizie. A Caserta, poi, merluzzo essiccato (ovvero lo “stoccafisso” natalizio) di ignota provenienza, veniva lavorato in acqua non potabile. Per sbiancarlo, poi, veniva utilizzata la calce.

Controlli anche in un grande laboratorio di pasticceria a Roma i cui prodotti di lavorazione sono risultati invasi da animali e sporcizia, così come un laboratorio di dolci nel bolognese. Numerose, inoltre, le verifiche presso rivendite di prodotti di provenienza cinese. A venire sequestrati, migliaia di giocattoli, candele ed altri addobbi natalizi.

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