GEAPRESS – Il messaggio è diretto nei confronti del curatore fallimentare, ma in questi giorni, a Napoli, sembra quasi che in non pochi stiano mettendo in atto situazioni che potrebbero più che altro prolungare l’agonia dello zoo. Di certo, dopo il primo fallimento avvenuto nel 2004, si è già persa un’occasione per chiuderlo.

Sta di fatto che nottetempo, attivisti di Veg in Campania e 100% Animalisti hanno affisso uno striscione all’ingresso dello zoo per sottolineare come al suo interno vi siano tutt’oggi presenti “vite” e non  “oggetti” da divertimento. Il riferimento è ovviamente agli animali i quali, tra contenziosi che riguardano gli impiegati, interventi del Tribunale ed accordi per la futura gestione che all’ultimo minuto saltano, rimangono pericolosamente sospesi nel tempo. Il tutto, all’interno di una struttura che di recente Veg in Campania ha inteso documentare con un suo servizio fotografico (vedi articolo GeaPress ).

Si discute sul futuro dello zoo e dei suoi dipendenti senza dare la giusta importanza alla presenza di decine di animali” – riferiscono le due associazioni

Condizioni di detenzione divenute oggetto di più servizi di Striscia la Notizia, che hanno tra l’altro mostrato l’andirivieni continuo di taluni animali.  Per Veg in Campania e 100% Animalisti sarebbero “prigionieri senza colpe, ergastolani innocenti“, la cui unica “colpa” è quella di essere “animali da divertimento”.

Un divertimento che si paga a caro prezzo, quello della libertà. Gli animalisti si augurano pertanto un futuro più roseo per i reclusi dello zoo di Napoli, magari in qualche oasi in cui possano riacquistare almeno parte del loro istinto e della loro libertà. “A loro non servono gabbie più grandi o con più abbellimenti, ma gabbie aperte! Gli animali hanno diritto a vivere proprio come lo abbiamo noi”, concludono le due associazioni.

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