GEAPRESS – Giornata intensa, ieri, per i volontari animalisti. Tutto in provincia di Napoli, tra Acerra e Volla. Nel primo caso l’intervento delle Guardie Giurate zoofile dell’E.M.P.A. e del WWF di Napoli, ha portato alla scoperta di un impianto di uccellagione funzionante nelle campagne di Acerra, località Pezzalunga.

Le Guardie, impegnate in un servizio anti bracconaggio, hanno notato il ripetuto cinguettio dei cardellini. Nei pressi c’era infatti una rete del tipo ribaldabile, adibita alla cattura di avifauna selvatica. Sul posto venivano altresì notate due persone intente a lavorare sulla rete. Quest’ultima era manovrabile a distanza grazie ad un sistema di cordicelle, una delle quali teneva legato ad una bastoncino le ali di un cardellino utilizzato come richiamo per i selvatici (nella foto di copertina). Nel napoletano i cardellini così sistemati vengono chiamati “incamiciati”.

L’intervento dei Carabinieri del Comando Stazione di Acerra (NA), ha poi portato alla denuncia dei due uccellatori per i reati di cattura e detenzione di fauna selvatica, mentre l’intero impianto è stato posto sotto sequestro. Tutti i cardellini che erano stati catturati sono stati già liberati.

Sempre nella mattinata di ieri, i volontari dell’E.M.P.A. hanno inoltre trovato tre cuccioli di cane dell’età di circa due mesi. Tre maschietti, tutti in stato di denutrizione, abbandonati in prossimità di un rudere.

I tre cuccioli sono stati visitati da un Veterinario e saranno, una volta completati gli accertamenti, resi disponibili per l’adozione. Di questa fase se ne occuperà Laura Liguori, Rappresentante dell’Associazione Animalisti Italiani della sede di Volla (Na) la quale ha reso disponibile il seguenti recapiti: 3341753230 – laura.animalisti@libero.it

“Quello che ci lascia, ancora una volta basiti” dichiarano il capo nucleo dell’EMPA e la rappresentante di Animalisti Italiani “è che nel 2013 gli strumenti per evitare che questi scempi accadano, ci sono eccome: sterilizzazione, in primo luogo; ma poi cosa costa chiedere aiuto, in presenza di una cucciolata, invece di lasciarla – con una pratica medioevale – nei pressi del letto di un fiume, in agonia?”.

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