datteri di mare
GEAPRESS – I militari della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Napoli nell’ambito dell’ attività di polizia economico finanziaria sul mare e lungo la costa disposta e coordinata dal Reparto Operativo Aeronavale di Napoli, hanno messo a segno una serie di interventi a contrasto della pesca di frodo.

Nel servizio più significativo è stato il sequestro, nelle acque antistanti il Comune di Sorrento, di 200 chili di datteri di mare appena pescati e 14 bombole da sub per un valore di mercato di circa 20.000 euro di pescato.

Nella mattinata di ieri, infatti, l’equipaggio di una vedetta veloce, in servizio di perlustrazione sotto costa, intercettava, nelle acque antistanti il Comune di Sorrento (NA), diversi natanti provenienti dal vicino porticciolo di Marina di Puolo. Alla vista del mezzo militare, le imbarcazioni si davano precipitosamente alla fuga. Insospettiti da tale comportamento, i militari dell’equipaggio davano corso a più approfonditi controlli. In quel tratto di mare, venivano rinvenuti, adagiati su basso fondale, cinque contenitori di plastica e due retini contenenti complessivamente 200 chilogrammi circa di datteri di mare, quattordici bombole da sub e tre mazzuole due 2 chili ciascuna utilizzate per frantumare la roccia.

La Guardia di Finanza ricorda come la pesca del dattero nonostante sia assolutamente vietata, continua ad essere perpetrata da spregiudicati pescatori di frodo, grazie ad un mercato nero del consumo che ne alimenta la richiesta. Si tratta in realtà di un tipo di pesca altamente lesiva dell’ecosistema marino, poiché possibile, soltanto attraverso la frantumazione di un ampio tratto di scogliera, che conduce all’alterazione e distruzione dell’ecosistema marino.

Alcuni ristoratori, incuranti dei divieti, offrono con grande disinvoltura piatti a base di datteri, coinvolgendo gli avventori nell’illecito profitto.

La pena prevista per chi pesca, detiene e commercia datteri di mare prevede una multa fino a 12.000 euro e l’arresto da due mesi a due anni.

In un ulteriore distinto intervento, l’unità navale alturiera della Stazione navale della Guardia di Finanza di Napoli, ha fermato e sottoposto a controllo nelle acque del Porto di Napoli un natante con a bordo un soggetto intento ad effettuare la pesca subacquea, non professionale, di frutti di mare con l’ausilio di apparecchio ausiliario per la respirazione. Il controllo si concludeva con il sequestro di 33 ceste contenenti un totale di 1000 chili di cozze prive di qualsiasi requisito
igienico-sanitario, quindi potenzialmente pericolose per la salute pubblica e pronte ad essere immesse sul mercato.

Sia i datteri che le cozze venivano successivamente rigettati in mare in quanto ancora in buono stato di conservazione

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