corsa clandestina
GEAPRESS – Una sentenza, quella di primo grado del Tribunale di Napoli, che ad avviso di ENPA sarà destinata a fare storia.

I fatti si sono svolti quattro anni addietro nella provincia di Napoli. Riguardavano lo svolgimento di più corse clandestine di cavalli che avrebbero messo in grave pericolo l’incolumità degli animali e somministrando loro sostanze dopanti. Per questo, quanttro soggetti sono stati condannati a complessivi quattro anni di reclusione, e al pagamento di 160mila euro di multa. I quattro dovranno altresì risarcire in solido di 20mila euro l’Ente Nazionale Protezione Animali, che nel procedimento giudiziario si era costituito parte civile con il proprio l’avvocato, Claudia Ricci.

Per quanto concerne due degli imputati, il Giudice per le Indagini Preliminari ha riconosciuto la pena accessoria dell’interdizione dei pubblici uffici pari a cinque anni per il primo, perpetua per il secondo. La condanna dei quattro è maturata nell’ambito di un maxi-processo per associazione di stampo mafioso che ha visto imputate 27 persone e che si è celebrato con rito abbreviato presso il Tribunale di Napoli.

Nello stesso filone di inchiesta sono coinvolte altre 12 persone, a giudizio con rito ordinario presso il Tribunale di Nola.

Con una sentenza che, ne sono sicura, farà giurisprudenza, il Tribunale di Napoli ha inferto un colpo durissimo alle zoomafie e al fenomeno delle corse clandestine di cavalli che, soprattutto in alcune regioni del Sud, rappresenta una terribile piaga“, commenta la presidente nazionale di Enpa Carla Rocchi. “Finalmente si riesce non solo a rinviare a giudizio i criminali che le organizzano – prosegue Rocchi – ma, cosa ben più importante, a condannarli con pene esemplari. Questi individui devono essere consapevoli che non possono più agire con l’illusione dell’impunità“.

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