gabbiano reale lenza
GEAPRESS – Diventati, ormai da anni, una presenza fissa anche negli specchi d’acqua dolce. Anche il fiume Lambro non fa eccezione ed anche in questo posto le lenze abbandonati dai pescatori, mietono le loro vittime.

Proprio un Gabbiano reale, infatti, è stato il protagonista di un recupero che purtroppo si è concluso nel peggiore dei modi. A darne comunicazione è l’ENPA di Monza che riferisce di una segnalazione pervenuta alla Polizia Locale. Il volatile si trova in via Stucchi, nella periferia est di Monza, proprio a due passi dal nuovo canile. Il presidente dell’ENPA Giorgio Riva si recava immediatamente sul posto recuperando il Gabbiano ormai in pessime condizioni. Un’accurata visita veterinaria, infatti, evidenziava come l’animale, molto debilitato, presentava una frattura all’ala sinistra. E’ stata soprattutto la lenza da pesca che ha fatto i guai peggiori: attorcigliata sul corpo e sul becco gli aveva quasi tranciato una zampa. Molto probabilmente, riferisce l’ENPA di Monza, si trovava in quelle condizioni ormai da diverso presentando i sintomi di una grave infezione in corso. Il suo è stato una lungo e dolorosissimo calvario e la veterinaria dell’ENPA, purtroppo, non ha potuto far altro che addormentarlo per sempre.

Non è la prima volta che ENPA si trova a dover stigmatizzare la pessima abitudine dei pescatori di abbandonare dove capita le lenze, ovvero fili di nylon che costituiscono una trappola mortale per gli animali, soprattutto uccelli acquatici, che hanno la sfortuna di trovarseli sulla loro strada.
Nel vano tentativo di liberarsi, infatti, il più delle volte i poveri animali si ritrovano con il filo letteralmente attorcigliato su tutto il corpo e sono così condannati a una lenta e atroce agonia, nel caso non vengano trovati per tempo.

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