gatto scatola
GEAPRESS  – Se ne stava imbambolato tra le barre di una ringhiera nei pressi di Monreale (PA). Ad accorgersi di lui, il volontario dell’OIPA Alessio Di Dino, che ha subito fermato l’autovettura per dare soccorso al povero micetto. La testa, infatti, era incastrata all’interno di una lattina che, evidentemente non a caso, conteneva cibo per gatti. Il tutto nei pressi di un contenitore dell’immondizia lungo la strada per Giacalone.

Ho subito tentato di togliere quella scatola – riferisce il volontario a GeaPress – ma il micio era letteralmente incastrato. Oltretutto aveva li dentro anche le orecchie e rischiava di farsi male“.

Prelevato il gatto ed anessi graffi, ad Alessio non è rimasto altro da fare che caricare il micio in macchina e rientrare così a Palermo. Qui, con l’aiuto di volontari esperti, si è riusciti a liberare il gatto che nel frattempo era ovviamente diventato sempre più nervoso.

L’appello è ora rivolto a chi fornisce da mangiare agli animali randagi. Non lasciare mai tracce e non solo per un motivo igienico. Le scatolette, come capitato ad Alessio, possono divenire un pericolo mortale. Soffocato o altra morte, come finire investito.

Il micetto di Monreale è stato però fortunato. Una volta raggiunta la ringhiera è rimasto fermo, facendosi così notare dal volontario. “Non avevo neanche capito che si trattava di un gatto – spiega Alessio Di Dino. – Quasi sembrava una strana macchia nella ringhiera ed invece era proprio un gatto. Spero che il corso in atto nella mia città sulle future Guardie Zoofile dell’OIPA possa servire anche a formare una giusto approccio nei confronti degli animali. Reprime i maltrattamenti senz’altro, ma anche potere dare consigli su cosa può comportare una banale distrazione“.

Il micio, grazie all’intervento dei volontari, è nel frattempo tornato libero … da ogni impedimento.

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