GEAPRESS – Per pescarli si deve distruggere il fondale roccioso marino, ivi compresa la flora e la fauna che lo abitano. Non a caso gli uomini del Corpo Forestale dello Stato, Comando Stazione di Monopoli (BA), intervenuti nella fascia costiera monopolitana, hanno sequestrato anche un grosso martello a punta di clarino.  Doveva essere utilizzato per rompere la scogliera marina, mentre la pinza a becco, anch’essa sequestrata, doveva servire ad estrarre i datteri di mare dall’incavo che nel corso di decine di anni i molluschi si erano scavati nella roccia.

Il tutto in piena violazione ai Regolamenti CE ed al Decreto Legislativo che vietano pesca e detenzione del dattero di mare “Lithophaga lithophaga”.

Ad essere fermato un sub trovato in possesso, oltre che della specifica attrezzatura, anche di ben 4 chilogrammi di dattero di mare. Oltre alle violazioni in materia di pesca, al sub è stato contestato il danneggiamento, deturpamento e distruzione di bellezze naturali. Secondo il comunicato della Forestale il sub avrebbe dei precedenti penali in materia di pesca di frodo.

I Datteri di Mare (Lithophaga litophaga), spiega il Corpo Forerstale, sono dei molluschi bivalvi che richiamano, nella forma e colore, quella del dattero. La loro crescita è estremamente lenta. Per raggiungere una lunghezza di 5 cm, sono necessari all’incirca 35-40 anni. I mitili vivono all’interno della roccia calcarea marina.

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