cacciatore
GEAPRESS – “Chiediamo al presidente della regione Molise ed alla Giunta di rinunciare alle delibere dell’ultimo minuto per l’apertura anticipata della stagione venatoria, magari con l’intento di ostacolare i ricorsi delle associazioni”. Così oggi le associazioni ENPA, LAV, LIPU si rivolgono ai vertici della regione, alla vigilia di ventilate delibere filovenatorie.

Per le associazioni si tratterebbe  di un triste copione già visto che mortifica le istituzioni, espone i funzionari ad ogni rischio, priva i cittadini del loro diritto di intervento. In particolare, si tratterebbe di una misura di forte impatto sulla fauna selvatica in una fase tanto delicata della sua vita, quando alcune specie hanno ancora i piccoli nella fase di dipendenza dai genitori, senza dimenticare quel disturbo biologico a tutta la biodiversità che gli spari comportano e che l’Europa considera uno dei fattori più devastanti per i selvatici.

L’apertura anticipata, sempre secondo le associazioni, costituirebbe un atto illegittimo, in quanto il Molise è ancora privo di un piano faunistico venatorio aggiornato e vige, incredibilmente, quello risalente al 1998. “La legge nazionale n. 157/92 è chiarissima: all’art. 18 si afferma infatti che l’anticipazione della stagione venatoria può avvenire solo in presenza di un piano faunistico venatorio aggiornato e con il parere dell’ISPRA, l’Istituto scientifico nazionale di riferimento. Il Molise non dispone né dell’uno né dell’altro: l’unica certezza è costituita dalla forte pressione venatoria che, già di per sé così devastante, rende davvero inaccettabile ogni ipotesi di ingresso di cacciatori da alte regioni”.

La gravità dell’assenza del piano faunistico venatorio regionale è stata ben denunciata dalla provincia di Campobasso, nella predisposizione del proprio piano.

Quest’anno vede una situazione delicatissima anche per altri aspetti” concludono le associazioni.

L’Europa ha da tempo avviato la procedura PILOT 4955 nei confronti dell’Italia, anticamera di una procedura di infrazione, a causa della insostenibilità dell’attività venatoria: spari a specie in declino, assenza di controlli e via dicendo”. Anche il Molise è chiamato a rispondere con misure serie e coerenti all’atto di accusa dell’Europa, di cui deve rispettare politiche e regole”.

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