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GEAPRESS – A pochi giorni dall’evento che ha poertato alla liberazione dei tre esemplari di tartaruga marina della specie Caretta caretta al largo di Bisceglie, nuovi arrivi vengono segnalati dal Centro di Recupero Tartarughe Marine di Molfetta (BA)

Altre tre tartarughe, solo nell’ultima settimana. Si tratta di un esemplare di circa 60 centimetri di lunghezza carapace, rimasta intrappolata nelle reti a strascico di un  motopeschereccio. Gli stessi pescatori hanno provveduto a consegnare il povero animale al CRTM di Molfetta. Ad essere ricoverate altre due Caretta caretta, questa volta  di piccole dimensioni, con lunghezza carapace di circa 26 centimetri. Una di queste, recuperata a Mola di Bari, si presenta priva della pinna anteriore destra. La seconda, invece, è stata recuperata a Bari dal servizio veterinario doganale, e presenta la pinna anteriore sinistra con un principio di necrosi. Quest’ultima è tenuta sotto osservazione dal prof. Antonio Di Bello del Dipartimento di medicina veterinaria di Bari.

Dopo tutti i controlli di routine e dopo un breve tempo di degenza presso il Centro di Recupero tutte le tartarughe potranno ritornare in libertà. Pasquale Salvemini, responsabile del Centro di Recupero Tartarughe Marine di Molfetta, ha sottolieto l’utilità dell’intervento del peschereccio

Purtroppo, però, le spiagge continuano a macchiarsi di rosso.

L’ennesimo spiaggiamento di una carcassa di Caretta caretta, è avvenuto nei giorni scorsi nei pressi della Bi Marmi di Bisceglie. L’esemplare è rimasto vittima probabilmente della pesca a strascico come si può presumere dall’evidente prolasso cloacale. “L’animale, di sesso femminile, aveva dimensioni ragguardevoli, infatti la sua lunghezza carapace misurata di 84 cm – continua Salvemini  – ciò rende più grave questo spiaggiamento per il fatto che l’esemplare era maturo sessualmente e che quindi avrebbe dato continuità alla specie. Sulla carcassa non è stato possibile effettuare una necroscopia in quanto versava in evidente stato di putrefazione che ha permesso di stabilire che il decesso sia avvenuto da circa 20 giorni”.

Presso il Centro, intanto, continuano le visite di privati e di scolaresche di tutte le età con il fine di far conoscere questo affascinante universo sottomarino e sensibilizzare sulle tematiche inerenti alla biodiversità e alla drammatica piaga degli spiaggiamenti.

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