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GEAPRESS – Una situazione divenuta ormai ingestibile. Questo ad avviso della Lega Nazionale per la Difesa del Cane quanto venutosi a creare nel canile di Modugno (BA) ed a quanto pare esistente  da molto tempo.

Per cercare di risolvere rapidamente ed in maniera risolutiva l’ennesimo problema maturato sulla gestione del randagismo gli esponenti della Lega Difesa del Cane hanno  incontrato  il nuovo vicesindaco di Modugno, Emilio Petruzzi. Segnali importanti, riferisce la Lega, sarebbero ora pervenuti.

All’incontro, avvento nello scorso fine settimana, erano presenti funzionari del Ministero della Salute, del Comune e della stessa Lega Nazionale per la Difesa del Cane.

Il canile ospita circa 160 cani che attualmente riverserebbero in precarie condizioni in una struttura definita abusiva. A riferilo nel comunicato della Lega della Difesa del Cane è la dott.ssa Rosalba Matassa, Coordinatrice della Task Force del Ministero della Salute. “Bisogna mettere in sicurezza tutti gli animali – ha dichiarato la dott.ssa Matassa –  curarli, sterilizzarli e trovare loro uno spazio idoneo sul territorio comunale o bonificando l’area dove già dimorano.”

Per questo si rende necessario un intervento congiunto che sopperisca a una situazione più volte segnalata alle autorità competenti attraverso esposti, lettere e appelli anche sui social network, ma che fino a ieri non hanno trovato riscontro.

Una situazione che spesso e volentieri sarebbe stata scaricata sulle spalle del volontariato.

La Puglia è una delle regioni italiane dove il problema randagismo è ancora irrisolto. Le cause principali sono la mancanza di piani di controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione, strutture preposte ad accogliere gli animali inadeguate, istituzioni troppo spesso inadempienti. Oggi, aggiunge la Lega Difesa del cane,  è necessario invece che vi sia un punto di svolta affinché le parole siano seguite da fatti concreti e davvero utili, innescando un percorso virtuoso che eviti forme di abusivismo nate dall’esigenza di voler tutelare gli animali.

Bisogna convocare il prima possibile un tavolo concertativo che unisca le associazioni che si muovono sul territorio e le autorità preposte – afferma la dirigente del Ministero della Salute – Una sana gestione del problema ridurrebbe i costi di gestione e arginerebbe l’emergenza randagismo in città. Ho apprezzato la disponibilità e i toni positivi del vice sindaco, ora mi auguro che mantenga l’impegno assunto per mettere in sicurezza gli animali e ripristinare la legalità in tempi brevi.”

Sulla stessa linea d’onda è anche Piera Rosati, Presidente Nazionale della LNDC. “Gli amministratori dovrebbero ascoltare e agire nell’ottica di cercare soluzioni al problema ispirandosi al principio della trasparenza e al risparmio di denaro pubblico. E’ incomprensibile come ancora si cerchi di ignorare che il benessere degli animali è sancito e riconosciuto dalla normativa; pertanto tutte le forme di indifferenza sono da considerare alla pari di reali omissioni di atti di uffici“.

Un richiamo ad una assunzione di responsabilità a volte scordato  adducendo problemi per le  finanze comunali. Problemi non  risolti che alimentano fenomeni di intolleranza più volte esplosi nelle morie di cani randagi causate dalla somministrazione di veleno.

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