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GEAPRESS – Una indagine voluta in merito a presunta attività di uccellagione. La svolta si è avuta all’alba di ieri a Mirano (VE) quando due agenti di Polizia Provinciale in borghese, coordinati dal vice comandante Antonio Lunardelli, durante un appostamento in un’area boschiva sono intervenuti per identificare una persona della zona.

L’identificazione si è svolta con il supporto di una seconda pattuglia di colleghi in divisa presente nelle vicinanze.

Un impianto per uccellagione allestito con alcune reti tese tra la vegetazione per la cattura di uccelli. Nei luoghi erano in funzione due apparecchi elettroacustici da richiamo azionati a distanza con telecomando. Qui era sopraggiunta la persona successivamente identificata. Aveva estratto un Tordo bottaccio dalla rete, per poi riporlo vivo in una sacca per uccelli.

Dopo l’ispezione del luogo, gli agenti hanno rinvenuto 5 reti tese, per un’estensione totale di 41 metri, 2 richiami elettroacustici amplificati, una voliera contenente 31 tordi bottacci e un lucherino, 2 tordi bottacci e una capinera, nel frattempo finiti nelle reti. In totale sono stati liberati 35 volatili, tutti in buona salute, che si sono subito dileguati tra gli alberi.

Gli operatori hanno quindi rimosso e sequestrato le reti e i richiami elettroacustici, materiale messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

La presidente della Provincia di Venezia Francesca Zaccariotto ha commentato: “E’ un periodo di intensa attività di controllo per la nostra Polizia Provinciale, e ringrazio i nostri agenti per l’efficacia della loro azione, finalizzata a salvaguardare gli animali da illecite attività di bracconaggio, messe in atto in spregio agli animali stessi, e soprattutto ai tanti cacciatori che praticano la caccia nel pieno rispetto delle regole, e degli equilibri dell’ambiente e della fauna“.
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