pescato
GEAPRESS – Verifiche presso presso i punti di sbarco, a bordo delle unità da pesca e presso rivendite all’ingrosso ed al dettaglio. Questo quanto attenzionato nei giorni scorsi dalla Guardia Costiera di Milazzo (ME) nell’ambito dei controlli sulla pesca illegale.

Numerosi gli illeciti riscontrati. In modo particolare una società di Lipari sarebbe stata scoperta a commercializzare pescato in assenza della necessaria documentazione, fatto che impediva i risalire alla provenienza. Il verbale contestato è pari a 1500 euro.

Presso un’altro punto vendita questa volta al dettaglio di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), i militari intervenuti congiuntamente al personale del servizio veterinario dell’Asp, hanno accertato come il titolare della pescheria avrebbe esibito per la vendita 50 chili di pescato privo di documenti idonei per la verifica della tracciabilità. Per il trasgressore la sanzione di 1.500 euro. Tutto il pescato, risultato inidoneo all’alimentazione, è stato avviato per la distruzione.

È stato inoltre accertato come un’unità da pesca  presso il porto di Milazzo, riportava una marcatura con le sigle identificative non conformi a quanto prescritto dal pertinente Regolamento comunitario. Anche in questo caso il comandante del peschereccio è stato sanzionato ai sensi della pertinente norma del Codice della Navigazione.

La Capitaneria di Porto di Milazzo, comunica come l’attività di  controllo e vigilanza a cura della  Guardia Costiera  continuerà nei prossimi giorni su tutto il territorio di competenza per verificare il rispetto della politica comune della pesca anche in merito all’osservanza delle norme inerenti la tracciabilità/rintracciabilità e l’etichettarura in tutte le fasi della commercializzazione.

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