procione
GEAPRESS – Situazione paradossale per tre cuccioli di procione, attualmente accuditi dall’ENPA di Milano. I tre piccoli animali erano stati consegnati all’ENPA milanese il 13 maggio scorso da una cittadina di Cassano d’Adda. Gli animali, rinvenuti a terra, erano caduti dalla tana costruita da mamma procione nel sottotetto di un capanno che non ha retto al loro peso. Dopo averli tenuti sotto osservazione per circa 2 giorni e aver constatato che la mamma non tornava più a dargli da mangiare, non sapendo come poterli nutrire correttamente, la segnalante ha ritenuto opportuno chiedere aiuto agli operatori dell’ENPA di Milano che si sono immediatamente attivati per il loro recupero. Per trovare loro una nuova casa, i problemi che sono scaturiti rasentano il paradosso.

I procioni, spiega l’ENPA di Milano, non sono autoctoni, ma originari del continente americano. Sono stati infatti importati negli anni ’20 in Germania e da li, fuggiti da alcuni allevamenti per le pellicce, hanno invaso quasi tutta l’Europa. Superate le Alpi si sono spinti fino al lago di Como e da li lungo il fiume Adda. Essendo animali adattabili e intelligenti sono riusciti a colonizzare facilmente ampie zone di territorio in tutta Europa ed anche in Lombardia lungo il fiume Adda, ma la legge italiana, fortunatamente, ne vieta la detenzione avendoli classificati come animali pericolosi per la salute e l’incolumità pubblica in un elenco che andrebbe sicuramente rivisto dal legislatore ed ampliato.

Per questo motivo, dal primo giorno in cui sono entrati presso la sede dell’ENPA di Milano in via Gassendi 11, sono state tentate numerose strade per risolvere la situazione e trovare una sistemazione dei piccoli orsetti lavatori, contattando dapprima il CRAS (Centro recupero animali selvatici) di Vanzago , poi Il Pettirosso di Modena. Nessuno dei due centri però risultava essere autorizzato alla detenzione degli animali pericolosi. Uno dei pochi che potrebbe detenerli legalmente è il Centro Tutela e ricerca fauna selvatica ed esotica Monte Adone in Provincia di Bologna.

E qui si arriva ad un punto difficilmente risolvibile se non interviene il Ministero dell’Ambiente” dichiara Ermanno Giudici, Presidente e Capo Nucleo delle Guardie Zoofile dell’ENPA di Milano.

Il trasferimento presso il Centro autorizzato alla detenzione, potrebbe avvenire anche subito, a patto che si facesse un sequestro penale aprendo, con le nostre Guardie Zoofile, un procedimento penale contro ignoti, per detenzione di animali pericolosi, reato punito dalla legge 150/92. Ma questo sarebbe un falso, considerando che gli animali si sono riprodotti allo stato libero e che non c’è un ignoto responsabile, ma solo una colonizzazione del territorio. Dopo aver contattato il servizio CITES del Corpo Forestale, che si occupa della gestione della legge 150/92, senza ricevere soluzioni che consentissero a breve una risoluzione, abbiamo chiesto l’autorizzazione al Ministero dell’Ambiente a trasferire gli orsetti lavatori, per risolvere in maniera legale questa situazione. Trasferimento che deve avvenire in fretta per garantire il benessere degli animali che non possono a lungo restare ricoverati presso le strutture sanitarie di ENPA Milano”.   I tre procioni, infatti, sono seguiti e curati dagli operatori dell’ENPA di Milano e sono in ottime condizioni: hanno però necessità di vivere in un ambiente più adatto alle loro esigenze come quello che potrebbero trovare in un centro attrezzato per la loro detenzione, nel rispetto dei loro bisogni etologici.

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