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GEAPRESS – La LAC  (Lega per l’Abolizione della Caccia) parla di insensibilità. Sta di fatto che nei navigli milanesi, pur con tutte le necessità di dovere pulire le sponde, la fauna continua a pagarne le conseguenze.

Dopo le denunce effettuate già negli anni scorsi sulla morte dei pesci è ora la volta delle nidiate degli anatidi.

Un pugno nello stomaco, annuncia la LAC nel suo comunicato. Occorrerebbero asciutte parziali, che consentano i lavori manutentivi, ma non certo quello che sta avvenendo in questi giorni alla Martesana dove, nel tratto fuori Milano, si starebbe consumando la sofferenza di decine di Germani reali. Secondo la LAC in molti sarebbero morti. Nei luoghi ci sono i volontari che, con ogni mezzo, stanno cercando di assicurare un minimo di acqua per gli animali.

L’invito, rivolto al gestore, è quello di rivedere le sue posizioni. All’Ufficio Diritti Animali, invece,  l’appello di intervento per rilasciare l’acqua in anticipo. Un  emergenza tutt’ora in atto.

Il Consorzio ha dato però piena disponibilità ai volontari di collaborare per far fronte all’emergenza anatidi. Quello che però la LAC lamenta è di trovarsi sola.

Una nota polemica è rivolta anche alla Polizia Provinciale che interverrebbe, sostiene sempre la LAC, solo nel caso di nidiate di Germano reale selvatico. Gli ibridi, sembra di capire, non fanno parte della fauna selvatica.

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