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GEAPRESS – Che si dovesse trattare di un uccellatore, la Forestale siciliana, nutre pochi dubbi. Tutta l’atrezzatura rinvenuta, riferiscono gli inquirenti, era infatti tipicamanete utilizzata per l’uccellagione.

Ad intervenire, nella giornata di ieri, sono stati gli uomini di Distaccamento Forestale di Messina Colle San Rizzo con il Coordinamento dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste.

A finire sotto sequestro è stato un borsone di colore nero contenente quattro gabbie con all’interno rinchiusi cinque cardellini di cui quattro adulti utilizzati come richiami vivi, ed un piccolo nato in questa primavera. Nel gergo degli uccellatori si chiama “ramace”. Sequestrate inoltre due reti per la cattura dei cardellini, dieci picchetti in ferro, due matasse in corda di canapa e due matasse di corda di piccolo diametro di colore verde. Tutto necessario per un buon impianto di uccellagione, in barba alle leggi che lo vietano.

Ad essere denunciato è stato un uomo di Messina bloccato con la sua auto in località Torrente Trapani Alto. I fatti sono avvenuto alle 9.10 circa.

All’appello, però, mancava ancora la postazione utilizzata.

Condotto il presunto uccellatore presso il Comando Forestale ed espletati gli atti di rito finalizzati alla denuncia ed al sequestro del materiale ritrovato, gli Agenti tornavano nei luoghi  e dopo un accurato controllo  veniva in effetti individuato il luogo predisposto per l’uccellagione. Un’area pronta per l’uso ad alcune centinaia di metri ove era stato fermato l’uomo. Si trattava di un terreno ripulito dalla vegetazione al fine della posa delle reti, più un capanno per mimetizzare il bracconiere ed un punto di raccolta dell’acqua fatta appositamente confluire per attirare i malcapitati volatili.

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