uccello petrolio
GEAPRESS – Il WWF apprende con interesse la decisione presa dal ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, di firmare un decreto che dimezzerebbe le zone marine aperte alla ricerca e coltivazione di idrocarburi spostandole verso aree lontane dalle coste nel rispetto dei vincoli ambientali e di sicurezza.   A tutti gli effetti, in base all’infografica riportata sulla homepage del Ministero stesso,  pare si tratti semplicemente dell’applicazione dell’art. 35 della legge 83/2012, ovvero di un aggiornamento cartografico, con aggiunta anzi di una ulteriore area ad ovest della Sardegna, nel mare delle Baleari.

In attesa di leggere il Decreto Ministeriale, resta la preoccupazione per tutti quei progetti in itinere antecedenti il Decreto Prestigiacomo, che il Ministro Passera con l’articolo 35 ha rimesso in gioco. Sarebbe una buona notizia se, come appare dall’infografica, si salvasse dalle trivelle anche l’isola di Pantelleria, interessata proprio in questi mesi dalla campagna WWF “Sicilia: il petrolio mi sta Stretto”, ma poco si comprende cosa succederà ai progetti in itinere precedenti al 2010.

Sarà cura del WWF analizzare con attenzione questo decreto per capirne gli effetti in tutte quelle aree di pregio ambientale che a tutt’oggi sono minacciate dalle ricerche geosismiche e dalle possibili coltivazioni metanifere e petrolifere.

Per il WWF, le trivellazioni per la ricerca e l’estrazione degli idrocarburi sono oggi sempre più tecnicamente difficili e pericolose per l’ambiente e la salute del mare. Uno sversamento o un incidente rischierebbero di arrecare un danno mortale alla maggiore industria del nostro Paese, il turismo. Ma sopra ogni considerazione c’è la situazione climatica: il tempo dei rinvii deve finire, non dobbiamo più investire nei combustibili fossili ma nelle energie del futuro. E il Governo deve creare le condizioni perché questo avvenga davvero.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati