taiji
GEAPRESS – “Mentre le politiche e la legislazione europee garantiscono una rigorosa tutela di tutti i cetacei (balene, delfini e focene) nelle acque comunitarie, ci sono pochissimi mezzi a disposizione per intervenire in materia di diritti dei paesi terzi di cacciare i delfini all’interno delle proprie acque”. Questo è possibile leggere  nella risposta firmata dal Capo Unità “Sostenibilità globale, Commercio e Accordi Multilaterali” della Direzione Generale Ambiente della Commissione europea a nome del Presidente Barroso, alla lettera mandata dall’eurodeputato Andrea Zanoni, eurodeputato ALDE e vice presidente dell’Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali al Parlamento europeo, in merito alla pesca dei cetacei in Giappone (oikomi).

Purtroppo sembra non ci siano appigli legislativi per spingere il Giappone a rinunciare a questa assurda mattanza. La normativa europea resta un modello di civiltà e protezione della biodiversità per tutti i paesi del mondo. Mi auguro che con il tempo l’Ue riesca a far valere il proprio peso diplomatico nei confronti di tutti quei paesi, come il Giappone, ancora ancorati ad abitudini e tradizioni barbare e incivili”, è il commento di Zanoni.

Ricordo che in Europa l’introduzione dei cetacei a fini prevalentemente commerciali è vietata, compresa l’esposizione al pubblico in zoo e delfinari. Purtroppo a volte queste regole vengono aggirate con la scusa della ricerca scientifica o con animali allevati in cattività, ed ecco situazioni estreme come il delfinario di Rimini, del quale ho già chiesto la chiusura alle autorità competenti”, aggiunge l’eurodeputato.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati