GEAPRESS – Da tempo, da quella casa nei pressi di Mason (VI), giungevano segnalazioni strane. I segnalanti, che avevano fatto pervenire il tutto alla sede ENPA di Vicenza, riferivano di cani detenuti in modo non conforme, colpi d’arma da fuoco esplosi in qualsiasi orario ed uccelli da richiamo posizionati intorno a casa. In ultimo, stante  a quanto riferito dai segnalanti, strani giri di autovetture.

Sabato 12 gennaio, la verifica. Le Guardie zoofile erano in realtà impegnate per un normale controllo sugli animali d’affezione ma, proprio in quella abitazione, venivano notati  i richiami  appesi agli alberi. Attorno alla casa, il cacciatore con il fucile in mano.

Lunghi appostamenti ed infine la contestazione del reato contravvenzionale di caccia in zona vietata. Si trattava di un cacciatore in regola con i permessi che non si è apparentemente opposto alla verifica chiesta dalle Guardie. Poi, però, si è allontanato in precipitosa fuga portando con sé una gabbia trappola, tre gabbiette contenenti quattro pettirossi, di cui uno rinvenuto morente a seguito della rovinosa caduta nella quale incorreva l’uomo.

La successiva perquisizione eseguita dagli Agenti della Polizia Provinciale, subito intervenuti sul posto, ha messo in luce come  il bracconiere sembra potere avere  organizzato la sua  attività.

Oltre alla gabbia trappola, infatti, sono stati sequestrati una decina di archetti, ovvero trappole micidiali per i piccoli passeriformi ai quali, nel momento dello scatto, vengono spezzate le zampette, le ali o il collo. Poi  fucili incustoditi, un richiamo elettroacustico, oltre ad uccelli da richiamo non inanellati.

Al bracconiere sono state contestate  svariate sanzioni amministrative e alcune denunce penali tra le quali quella di cui all’art 544 bis (uccisione di animali). “Se corrisponde al vero che questa segnalazione è arrivata dai cacciatori sono particolarmente soddisfatto –  ha dichiarato Renzo Rizzi portavoce del Coordinamento Protezionista Vicentino – in quanto notoriamente non lasciano trapelare nulla. Indipendentemente dalle diverse ideologie – ha concluso Rizzi –  credo sia indispensabile che le associazioni venatorie prendano finalmente la scopa e facciano pulizia al loro interno, i bracconieri sono il male di tutti”.

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