fucile forestale
GEAPRESS – Molteplici sequestri, quelli eseguiti dal Comando Stazione di Martina Franca del Corpo Forestale dello Stato a carico di persone sorprese ad esercitare l’attività venatoria con modalità illecite.

Quattro fucili da caccia, numerose munizioni calibro 12 e ben undici richiami acustici (mezzo di caccia vietato dalla legge) muniti di comando a distanza. Erano impegnati, riferisce il Corpo Forestale, per attirare gli animali da abbattere nonostante il divieto sancito della legge sulla caccia.

Interventi, quelli della Forestale, particolarmente impegnativi. I bracconieri, infatti, avevano posizionato i richiami all’interno di casse d’acciaio blindate e ben ancorate agli alberi al fine di evitarne l’asportazione. Notevole, inoltre, il sequestro di fauna alata abbattuta illegalmente.

Gli interventi sono avvenuti nel corso di distinte operazioni condotte nel Comune di Martina Franca, in località Barratta e nell’Oasi di Protezione “Bosco delle Pianelle”, nel comune di Crispiano, in località Pace posta  all’interno del Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine”. I reati contestati vanno dall’abbattimento di fauna selvatica protetta, all’impiego di mezzi non consentiti, all’esercizio venatorio in aree protette. La Forestale ricorda che al loro interno delle aree protette è già vietata la semplice introduzione di armi.

Gli uccelli protetti rinvenuti nel carniere dei cacciatori erano Tortore dal collare, una specie di cui è vietato l’abbattimento in quanto esclusa dall’elenco delle specie espressamente cacciabili. La Forestale sottolinea, a tale proposito, come la legge che regolamenta l’esercizio venatorio non precisa quali specie siano protette, ma, al contrario, elenca quelle che possono essere oggetto di caccia; l’esclusione di una specie dall’elenco suddetto ne determina automaticamente  l’inserimento fra le specie non cacciabili, per le quali è vietato l’abbattimento, pena una sanzione penale che, oltre all’inserimento dei responsabili nel registro degli indagati, prevede anche il “sequestro delle armi, della fauna selvatica e dei mezzi di caccia” (L. 157/92 art. 28 c. 2).

La Tortora dal collare non va inoltre confusa con la Tortora comune, considerata invece specie cacciabile: su questo la normativa, espressa dalla Legge n° 157/92, è perentoria e tale da non lasciare spazio a equivoci. La Tortora dal collare non è specie cacciabile, ad all’incauto cacciatore, riferisce sempre il Corpo Forestale, che dovesse sparare ad essa si aprono le porte del processo penale per il reato di abbattimento di fauna selvatica protetta, che si conclude con una sanzione penale che prevede di norma il pagamento di un’ammenda tutt’altro che lieve.

Su questo e su altri aspetti legati alla salvaguardia della flora e della fauna e della stessa vita umana si incentra il lavoro quotidiano degli uomini e delle donne del Corpo Forestale dello Stato; il servizio svolto dal Comando Stazione del CFS di Martina Franca costituisce la prosecuzione di una più ampia attività, di tutela della fauna selvatica e delle aree protette, avviata già dal mese di settembre dal Comando Provinciale del CFS di Taranto in tutta la provincia jonica.

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