fucili caccia
GEAPRESS – Ormai non passa giorno che i cittadini non ci segnalino infrazioni da parte dei cacciatori marchigiani, soprattutto per quanto riguarda il mancato rispetto delle distanze di caccia dalle abitazioni, specie quelle ubicate in campagna o nelle periferie dei centri abitati, delle aziende agricole e delle strutture ricettive, come agriturismi, country house, ristoranti, maneggi. Lo afferma la LAC delle Marche che ricorda come gli ultimi episodi, solo per citare i più eclatanti, hanno riguardato un intero quartiere del Comune di Candelara (PU).

In questo caso gli abitanti si sarebbero ritrovati i cacciatori a sparare dentro i giardini delle loro case. C’è poi il caso del Borgo Catena di Senigallia, dove alcuni clienti di un noto ristorante ubicato nella immediata periferia della città, si sono visti sparare da un cacciatore ad altezza d’uomo, subendo, per miracolo, solo danni materiali agli indumenti ed alle automobili.

Tra questi malcapitati clienti era presente anche il consigliere regionale e capogruppo PD, Gianluca Busilacchi, il quale sulla sua pagina facebook ha denunciato l’episodio, descrivendo l’aspetto fisico del cacciatore e chiedendo aiuto ai lettori per avere notizie sul “pazzo criminale” che aveva sparato loro contro. “Naturalmente – afferma la LAC – porgiamo tutta la nostra solidarietà al consigliere Busilacchi, ed alle altre persone che erano con lui, ma lo informiamo che di questi episodi incresciosi se ne contano a centinaia ad ogni stagione venatoria, solo che, quando hanno come protagonisti degli anonimi cittadini, essi non fanno quasi mai notizia e, fatto ben più grave, non hanno quasi mai alcuna conseguenza per i cacciatori responsabili. Senza parlare poi delle migliaia di casi simili mai denunciati e subìti in silenzio da cittadini inermi in tutta Italia!”.

Secondo la LAC questo accade perchè non esiste quasi più alcuna vigilanza e controllo nei confronti dei cacciatori da parte degli organi preposti alla vigilanza. E’ il caso del Corpo Forestale e la Polizia Provinciale, destinati ad essere smantellati o adibiti ad altre funzioni da parte del Governo Renzi. “Ma anche qualora fossero colti sul fatto, i cacciatori rischiano pochissimo, viste le ridicole sanzioni amministrative che non superano mai i 200 euro per questo tipo di infrazioni. Quindi ci rivolgiamo a lei consigliere Busilacchi, visto che fa parte anche della Commissione consiliare che si occupa di caccia e la informiamo che lo scorso 12 ottobre il consigliere Fabbri del Movimento 5 Stelle ha depositato una proposta di modifica della legge regionale sulla caccia che recepisce anche alcune delle richieste che da anni portano avanti le associazioni ambientaliste ed animaliste. Fra queste, ci sono l’inasprimento delle sanzioni amministrative per le infrazioni di caccia (almeno il triplo delle attuali), ma soprattutto l’aumento delle distanze di esercizio della caccia, portandole almeno a 500 metri dalle abitazioni rurali e di campagna, dalle aziende agricole e dai luoghi dove si svolgono attività di interesse economico o sociale legate al turismo e alla fruizione dell’ambiente, come agriturismi, country house, alberghi, ristoranti, maneggi ecc… Analogamente chiediamo che sia vietata la caccia anche in prossimità di luoghi di culto, piste ciclabili, sentieri, percorsi vita, aree attrezzate (ivi compresi canili e gattili). Visto lo spiacevole episodio di cui è stato protagonista, ci aspettiamo da lei consigliere Busilacchi e dal suo Partito Democratico, un forte sostegno a queste proposte di modifica della legge regionale sulla caccia, in modo da far realmente “cambiare verso” all’atteggiamento di assoluta accondiscendenza finora tenuto dal PD nei confronti della lobby venatoria anche perché, dato che questi si sono ormai ridotti a poco più di 20.000 unità in tutta la Regione e sono in maggioranza in età avanzata, si tratta chiaramente di un “investimento” mal riposto…
© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati