falco malta
GEAPRESS – Mezzogiorno di fuoco a Malta. Un’Aquila minore ed un rapace Biancone sono infatti stati abbattuti ieri alle 12.00. Ne da comunicazione Birdlife Malta che aggiunge altresì come i due grandi animali rappresentino solo gli ultimi di quattordici centrati recentemente dai fucili. In tutto sono una cinquantina i grandi veleggiatori transitati in migrazione in questi giorni.  Un’Aquila minore ferita nei giorni scorsi è stata inviata in un Centro di recupero siciliano per le necessarie cure e la riabilitazione. Il Biancone centrato ieri alle 12.00, è morto invece poco dopo il recupero.

Tra le aquile avvistate in questi giorni, alcune riportavano le tracce della rosa di pallini.

Ci si chiede quanti ” incidenti isolati ” occorrono prima che il Governo e le associazioni venatorie capiranno che trattasi in realtà di un problema ben più ampio, vale a dire l’uccisione endemica e diffusa di uccelli rari e protetti da parte di alto  numero di cacciatori maltesi per i quali la legge non significa assolutamente nulla ” – ha affermato Micklewright , direttore esecutivo di BirdLife Malta. Il riferimento era ad alcune recenti dichiarazioni in merito al fatto che la caccia illegale a Malta sarebbe sotto controllo. Il tutto a poche ore dall’annuncio che lo stesso Governo starebbe per promuovere un inasprimento delle pene in tema venatorio.

Se la caccia illegale è sotto controllo  – ha aggiunto Micklewright – vorrei capire cosa deve accadere prima di definire una situazione  fuori controllo .

Nuove accuse, dunque, di appoggi in chiave elettorale alla potente lobby dei cacciatori maltesi. Da quelle parti è finanche consentito uccidere alcune specie nel corso della migrazione primaverile.

In ultimo una notizia particolare, ma che evidente non deve tanto sorprendere. Nel corso della visita veterinaria ad una delle Aquile abbattute in questi giorni, è risultato che l’animale era già stato colpito una prima volta. Le ferite, in questo caso, non sembrano gravi.

Questo è forse l’unico episodio positivo di questi giorni – ha concluso Micklewright  –  ma è una magra consolazione per i tanti altri volatili deceduti per colpa dei fucili da caccia“.

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