GEAPRESS – Nonostante la condanna da parte della Corte di Giustizia Europea e i ripetuti avvertimenti della Commissione, Malta sembra determinata ad ignorare le leggi comunitarie sulla regolamentazione della caccia.  Le cacce in deroga ad uso maltese riguardano in particolare l’attività venatoria nel periodo primaverile e l’uso delle trappole per catturare specie di uccelli protetti. In tal maniera, sostiene Birlife Malta, si uccidono migliaia di uccelli appartenenti a specie in via di estinzione. E dire che già nel passato tali deroghe furono contestate proprio dalla Commissione europea.

Nel giugno 2012, infatti, la Commissione ha indotto Malta a mettere fine alla deroga che permetteva la cattura del tordo bottaccio. Tuttavia, ancora nello scorso autunno, si è nuovamente consentita la cattura del tordo oltre che del piviere dorato, specie protetta. Secondo i protezionisti, a causa della scarsità di controlli, i cacciatori sparano senza distinguere una specie protetta da quella cacciabile. Negli ultimi due mesi, sull’isola di Gozo, ci sono stati più di 30 casi di cattura illegale. In particolare si trattava di fringuelli. L’abbattimento è inoltre avvenuto in aree protette.

La caccia a Malta è una tradizione molto radicata e sentita, ed il Governo Maltese ha paura di regolarla in maniera efficace. In aggiunta a ciò, la maggior parte dei cacciatori maltesi vuole regole più aperte. Anche il sistema giudiziario risulta poco significiativo in termini di pene ai danni dei bracconieri.

Secondo Birdlife, che ha ora chiesto un intervento urgente della Commissione Europea, il governo maltese non sembra essere pronto ad adeguarsi alle norme comunitarie. Birdlife attende ora che la Commissione prenda  posizioni decise anche alla luce del recente piano d’azione volto all’attuazione delle direttive comunitarie.

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