GEAPRESS – Arrivano dalla Tailandia e dal Vietnam. Gruppi di bracconieri che stanno mettendo a dura prova la fauna selvatica malese, già minacciata dalle invadenti attività produttive in ambito forestale. A Belum Tengor 12 rangers per 4000 chilometri quadrati di foresta. Quasi un ago nel pagliaio. Elefanti, in modo particolare, ma anche tigri, orsi ed altri animali finiti uccisi per gli scopi più diversi. Avorio, ad esempio, nel caso degli elefanti. Per questo nella foresta di Belum Tengor, sono ormai più le femmine che i maschi, forniti di zanne. Non più del 15 % di maschi sul totale della popolazione di pachidermi.

Un aiuto è arrivato ora dai ricercatori dell’università di Nottingham. Strumenti di telecomunicazione ma anche droni (aerei telecomandati) notoriamente progettati in campo militare. Riescono a carpire un raggio di 50 chilometri mentre l’autonomia è di 60 minuti. In più punti della foresta, inoltre, sono state sistemate telecamere termiche.

Agli interventi antibracconaggio, seguono quelli relativi alla protezione delle colture, ormai ricavate all’interno delle aree forestali. Nonostante le palizzate elettrificate, continuano ad esserci sconfinamenti, specie di elefanti. La fame e fame, e di foresta ve ne è sempre meno.

E’ di poche settimane addietro il caso di un villaggio raso al suolo dagli elefanti alla ricerca del cibo. Per tale motivo alcuni elefanti sono stati muniti di collari forniti di sistema GPS. Li segue il satellite e si spera, così, di essere in grado di prevenire sconfinamenti e non solo. Lo scopo, infatti, è anche quello di poterli rintracciare quando il segnale si spegne o si ferma in un punto. Potrebbe significare che l’animale è stato abbattuto. Più veloce arriva l’allarme, più è probabile rintracciare i bracconieri.

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