cacciatore
GEAPRESS – Cercava funghi, ma è stato ucciso da un colpo di fucile. Scambiato per un cinghiale secondo le prime rilevanze investigative. In tal maniera è finito un uomo di Serrapetrone, in provincia di Macerata. Un nuovo cercatore di funghi, ma anche un nuovo ciclista, una nuova casalinga sull’uscio di casa, una nuova vittima di incidenti di caccia.

Sul cacciatore che ha sparato, riferisce in una sua nota l’Associazione Vittime della caccia, si sta ora verificando la regolarità della squadra di caccia. Appena lo scorso primo dicembre, un altro grave incidente. Un donna ferita all’addome ed alla gamba mentre stava raccogliendo la legna in un campo vicino la sua abitazione a Cesena. L’11 novembre a Ferriere in provincia di Piacenza due ragazzi mentre facevano un pic nic, venivano investiti dai pallini di piombo incandescente sparati da un cacciatore 29enne.

Per l’Associazione Vittime della caccia l’indifferenza delle istituzioni è ormai palese, considerato che andando a ritroso si potrebbe in tal maniera arrivare all’inizio della stagione venatoria.

Per Daniela Casprini, presidente dell’Associazione Vittime della caccia “il territorio italiano non può più sopportare la pressione venatoria. La pianificazione effettuata con l’applicazione della legge 157 del 1992 non regge più: è necessario abolire l’articolo 842 del codice civile per cancellare la concessione che permette ai cacciatori di entrare nei fondi privati e di conseguenza rivedere tutte le percentuali delle aree venabili, fino all’abolizione totale di questa pratica fuori dal tempo e dal buon senso”.

Per fare questo – ha aggiunto Daniela Caspini – è necessario lavorare prima per tamponare i danni creati dai cacciatori, come le immissioni di fauna considerata strumentalmente nociva (per avere la scusa di sparare), e poi per gestire il territorio in maniera compatibile col vivere civile“.

Commenti al vetriolo, poi, per chi nel mondo venatorio avrebbe definito gli indidenti come “fisiologici”. Non è così, anche alla luce del sempre più basso numero di cacciatori i quali, secondo una nota rivista specilizzata su dati della Questura di Roma, sarebbero ormai scesi sotto la soglia delle 700.000 unità. Si tratterebbe di 697.776 seguaci di Diana, ma potrebbero essere ancor meno visto che la licenza di porto di fucile uso caccia dura ben sei anni. In quanto hanno nel frattempo abbandonato?

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