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GEAPRESS – Il 12 luglio 2016 sarà probabilmente ricordata come la data che ha segnato la svolta nella lotta al bracconaggio nel bacino del Mediterraneo: sotto l’egida della Convenzione sulla conservazione delle specie migratrici appartenenti alla fauna selvatica (nota anche come CMS o convenzione di Bonn) si sono riuniti al Cairo Enti Governativi, Associazioni ambientaliste e rappresentanti della FACE (European Hunter’s Federation).

Lo ricorda il WWF Lombardia che oggiunge come la risoluzione approvata nel 2014 durante l’undicesima riunione del CMS in Equador impegnava la creazione di una Task Force per combattere l’uccisione illegale, la cattura e il commercio di uccelli migratori. La stessa risoluzione riconosceva il bracconaggio come un problema globale che minaccia le popolazioni di uccelli selvatici: il fenomeno assume dimensioni preoccupanti soprattutto nei paesi che affacciano sul bacino del Mediterraneo.

L’incontro ha permesso di analizzare il fenomeno del bracconaggio grazie anche al recente studio “The Killing” presentato da Birdlife e alle numerose relazioni giunte dal CABS sulla caccia illegale in Italia, Libano, Malta, Cipro e Francia. Anche le Guardie WWF Lombardia hanno fatto pervenire i dati sulla loro attività: vent’anni di contrasto al bracconaggio soprattutto in provincia di Brescia e forse la più esaustiva analisi sul lavoro di un Nucleo di Vigilanza Venatoria in Europa.

La risoluzione finale approvata al Cairo, spiega il WWF Lombardia, impegna tutte le parti contraenti alla “Tolleranza zero contro il bracconaggio” (“Commit to adopt a zero tolerance approach to any deliberate IKB which contravenes national law and the commitments under international conventions and MEAs”). Mentre, però, a livello internazionale si dichiara guerra al bracconaggio, in Italia e in Lombardia ci si prepara all’apertura della caccia (domenica 18 settembre 2016) in un clima di incertezza per la riduzione della vigilanza, ma anche con nuove norme che potrebbero finalmente permettere di avere dati attendibili sul numero di abbattimenti effettuati in Italia.

La modifica della Legge quadro 157/92” spiega Antonio Delle Monache Coordinatore Guardie Venatorie WWF Lombardia “che impone di annotare sul tesserino venatorio la fauna non appena abbattuta, sia essa stanziale o migratoria, permetterà sicuramente di ottenere dati più precisi ed avere un quadro dell’impatto della caccia sulle popolazioni di animali selvatici. In precedenza l’obbligo riguardava la sola fauna stanziale. Da ora chi infrangerà questo obbligo sarà sanzionato per un importo di 154 Euro. E’ davvero poco, ma è importante che da quest’anno la normativa nazionale, per evitare furbate, abbia stabilito che l’annotazione va fatta appena il capo è stato abbattuto. Non condividiamo la nota diramata dalla Regione Lombardia che dice “abbattuto e raccolto”, perché difforme dal chiaro dato nazionale. Il WWF al riguardo chiede un’immediata rettifica per la corretta applicazione della Legge nazionale e per bandire facili alibi dal respiro corto.

I dati sugli abbattimenti in Lombardia, estrapolati dai tesserini venatori per le annate dal 2004 al 2012 parlano di un totale di 21.187.898 animali selvatici uccisi: una media di 2.354.211 all’anno.

Cifra sicuramente lontana dalla realtà” spiega Filippo Bamberghi Coordinatore Guardie Venatorie WWF Milano “Nella nostra esperienza molti cacciatori non segnavano la fauna abbattuta: non di rado capitava di controllare capannisti con tesserini intonsi. Pensare che l’annotazione della fauna è di primario interesse anche per i cacciatori per stabilire le dinamiche delle popolazioni e l’impatto dell’attività venatoria. Solo con una corretta gestione si può assicurare un futuro agli animali selvatici e di conseguenza all’attività venatoria”.

Altra questione calda: la caccia allodola, animale che ha subito negli utlimi anni una riduzione spaventosa: la Regione Lombardia ha differenziato il prelievo concesso tra cacciatori da capanno temporaneo e fisso (rispettivamente 20 capi giornalieri/50 stagionali e 20 capi giornalieri/80 stagionali). “Soluzione che non soddisfa le esigenze di tutela della specie in forte declino” sostiene Delle Monache “Anche su questo argomento stiamo valutando con i nostri legali quali iniziative intraprendere.”

Per finire la vigilanza venatoria: in Provincia di Milano il Nucleo Ittico Venatorio è passato da 16 Agenti a soli 4 agenti più un Ufficiale.

Di fatto” afferma Filippo Bamberghi “Se non è un azzeramento poco ci manca. Tra turni, ferie, malattie etc come si può garantire una efficace controllo del territorio? E in altre province e Regioni si è messi anche peggio. Mentre il mondo dichiara guerra al bracconaggio e a livello nazionale è in fase di approvazione il “Piano d’azione nazionale per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici”, la vigilanza venatoria rischia di scomparire”.

Il WWF invita i cittadini a segnalare eventuali casi di caccia illegale al numero antibracconaggio 328 7308288, o tramite la pagina Facebook www.facebook.com/guardiewwflombardia

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