La Polizia Provinciale,  in un servizio antibracconaggio, ha sequestrato ad un libero professionista livornese 16 fucili, 5 pistole, oltre 5 mila munizioni, 4 chili di polvere da sparo, due carabine alterate, ritenute idonee all’applicazione del silenziatore e poi lacci e tagliole. Le armi erano detenute illegalmente e sono state trovate durante la perquisisione dell’abitazione.
Il bracconiere era stato  sorpreso  mentre metteva mais su una trappola per cinghiali, nella trappola era presente anche un timer. Il dispositivo segnava l’ora del passaggio del cinghiale, un’informazione “preziosa”per i bracconieri che vogliono cacciarli.
Il ritrovamento nell’auto di coltelli e munizioni ha insospettito le guardie che hanno, quindi, perquisito l’abitazione.
Il livornese era stato visto durante un servizio di appostamento mentre effettuava azioni preparatorie al bracconaggio.