GEAPRESS – Aveva ancora la lenza di un probabile palamito, la povera Caretta caretta trovata nella spiaggia Le Ginestre di  Livorno. Ad accorgersi giovedì scorso,  dei resti del grosso rettile è stata Ramona Rossi, attivista animalista e collaboratrice del Consigliere Marco Cannito di Lista Civica Diversa. Avvisata la locale Capitaneria di Porto, si è così provveduto al recupero della carcassa della Caretta sulla quale saranno eseguite le analisi di rito. La morte, però, parrebbe essere avvenuta in maniera da lasciare spazio a pochi dubbi. Si tratterebbe della lenza di un palamito, ovvero una ben più lunga lenza armata con centinaia di altre lenze ognuna fornita di ami dove è infilzata  l’esca.

In funzione dell’uso del palamito, ovvero se più o meno vicino alla costa, e dei periodi dell’anno è possibile catturare diversi tipi di pesce come i pelagici pesce spada, alalunga e tonno. Un mezzo di pesca molto efficace anche per altri animali che sono attirati dalla lunga sequenza di molluschi, cefalopodi e pesce di vario tipo utilizzato come esca. Può così capitare che ad abboccare siano delfini, ma anche uccelli marini e tartarughe. “Qualcuno – riferisce Ramona Rossi – tirando in barca il palamito si è accorto della Caretta ed ha provveduto a tranciare la lenza“.

Secondo l’animalista vi è un aspetto, del caso di Livorno, che deve essere sottolineato, ovvero il particolare contesto dove potrebbe essere avvenuta la morte della tartaruga, e non solo. “Questo è il Santuario dei cetacei – riferisce Ramona Rossi – continuando così finiremo per svuotarlo“.

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