delfino arpat toscana
GEAPRESS – Un delfino, due squali ed una tartaruga. E’ quanto recuperato dal personale dell’ARPAT (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana) nella giornata di sabato.Tutti animali deceduti a causa di una pesca incidentale che spesso è coinvolta nelle catture involontarie dei grandi vertebrati marini.

Un piccolo delfino tursiope (Tursiops truncatus) di appena 27 chilogrammi di peso. Si trattava di una femmina di 123 cm di lunghezza, con ancora evidente il bottone ombelicale. Il povero animale è rimasto intrappolato nelle reti da posta nell’area delle Secche della Meloria. La rete di recupero che ARPAT coordina al livello regionale, con  il supporto all’Osservatorio Toscano dei Cetacei e tartarughe oltre che i rapporti diretti con i pescatori che l’Agenzia tiene costantemente per le attività di valutazione delle risorse ittiche, ha consentito il recupero immediato del corpo del delfino. Il piccolo animale è stato trasportato presso l’Istituto Zooprofilattico di Pisa che ha già provveduto ad eseguire la necroscopia. L’Università di Siena, convocata sul posto, eseguirà invece l’analisi degli eventuali contaminanti presenti nei tessuti e negli organi dell’animale; ARPAT infine analizzerà il contenuto stomacale.

La tartaruga è stata invece trovata spiaggiata all’interno della rada dell’Accademia Navale di Livorno.

Ci sono poi due squali. Entrambi gli animali sono stati recuperati al mercato e trasportati nel laboratorio di ARPAT. Anche in questo  gli operatori dell’Agenzia sono stati chiamati direttamente dai pescatori. Si trattava di un grosso gattopardo femmina (Scyliorhinus stellaris) con al suo interno due gusci ovigeri contenenti altrettanti piccoli. Il pesce era in procinto di depositare le uova che di solito vengono legate alle ramificazioni delle gorgonie.

L’altro squalo era un piccolo esemplare di verdesca (Prionace glauca), a dimostrazione del fatto che l’area costiera dei nostri mari ospita una nursery di questa specie. Anche questi due squaletti sono rimasti intrappolati nelle reti da posta calate lungo la fascia costiera. Relativamente a questi interventi ed ai quattro animali l’ARPAT compilerà le schede di monitoraggio che saranno trasmesse alla Guardia Costiera per consentirle di inviarle al RAM di Roma presso il Ministero dell’Ambiente e del Mare.

Sabato, però, altre due brutte notizie. Sempre su segnalazione della Guardia Costiera,  l’ARPAT è intervenuta per una moria di pesci sulla spiaggia di Cecina e per un’altra Tartaruga recuperata viva, ma in difficoltà, lungo la costa piombinese.

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