GEAPRESS – Cacciavano i cinghiali, negli ultimi giorni di caccia, ma con modalità vietate. Ad individuarli i Forestali del Comando Stazione di Cecina (LI).

Due diverse operazioni che hanno portato all’individuazione di un uomo sorpreso a cacciare all’interno della Foresta Demaniale della Magona, nel comune di Bibbona. Il bracconiere, risultato in possesso di regolare licenza di caccia, era in attesa degli animali che aveva tentato di attirare spargendo del granturco. L’uomo si ritrovava però all’interno dell ‘Area Naturale Protetta di Interesse Locale. Oltretutto in orario vietato, ovvero quando era ormai buio. Secondo quanto comunicato dalla Forestale il cacciatore di cinghiali non aveva neanche segnato la giornata di caccia. Lo stesso spargimento di mangime, risulta inoltre essere vietato dalla legge. Per il cacciatore le sanzioni amministrative contestate ammontano a 1250 euro.

Già noto per analoghi comportamenti era invece un secondo soggetto, sorpreso pochi giorni dopo il primo cacciatore, dal personale della Stazione di Cecina e Rosignano. L’uomo era appostato intorno alle 23.30 nei pressi del fiume Cecina. Per potere sparare contro i cinghiali aveva anche lui sparso del granturco. Il fucile, inoltre, era attrezzato con torcia e puntatore laser. Per lui, oltre a varie sanzioni amministrative per un importo superiore ai 1000 euro, anche la denuncia per caccia con mezzi non consentiti. Poi il sequestro dell’arma. Si trattava anche in questo caso di un cacciatore con regolare licenza di caccia. Il suo nominativo è stato segnalato alla Questura al fine della sospensione della licenza.

Secondo la Forestale quanto accertato evidenzia come ancora sia diffuso il fenomeno del bracconaggio che costituisce, oltre al danno per la fauna selvatica, anche un grave pericolo per l’incolumità delle persone che possono trovarsi a passare per caso in prossimità dei siti di appostamento, spesso vicini ad abitazioni o strade.

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