guardia costiera
GEAPRESS – Un’operazione organizzata a livello regionale dalla Guardia Costiera di Livorno, con l’obiettivo di svolgere azioni mirate alla vigilanza sulla filiera della pesca, compresa la produzione, la commercializzazione e la somministrazione del pescato in Toscana.

Dal 23 Giugno, al 3 Luglio, gli uomini e i mezzi delle Capitanerie e degli Uffici Marittimi sono stati impiegati in un’attività intensiva di controlli in mare. Questo a salavaguardia delle specie e per la tutela dei consumatori. Il tutto sotto il coordinamento del Centro Controllo Area Pesca della Direzione marittima di Livorno, comandata dall’Ammiraglio Arturo Faraone.

225 operatori controllati e 45 illeciti riscontrati, di cui 37 a carattere amministrativo ed 8 penale. Quasi 1 tonnellata il pescato di vario genere sequestrato, per un totale di 63.000 euro di sanzioni comminate.

Mare, terra e punti di sbarco del pescato, ma anche i mercati ittici, ristoranti ed esercizi commerciali della piccola e grande distribuzione, nonché centri di import/export, sono stati passati al setaccio dagli uomini della Guardia Costiera, al fine di verificare la corretta applicazione della normativa nazionale e comunitaria vigente. Particolarmente attenzionata è stata la tracciabilità ed etichettatura del pescato, anche allo scopo di prevenire inganni e frodi in commercio a danno del consumatore finale.

In particolare gli ispettori pesca della Direziona Marittima di Livorno coadiuvati dal personale dell’Ufficio marittimo di Marina di Pisa hanno rinvenuto nelle celle di una pescheria di Pisa, alcuni chilogrammi di naselli freschi allo stato giovanile, cioè sotto taglia, pronti per essere commercializzati. I titolari dell’esercizio commerciale sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria ed il prodotto è stato donato, previo controllo sanitario, ad enti di beneficenza.

In altri due casi, a Livorno e Pisa, ove sono state comminate sanzioni amministrative per 4.000 euro euro a due venditori abusivi accusati di avere commercializzato 20 chilogrammi di molluschi, in particolare telline (cosiddette arselle), provenienti da attività di pesca non professionale. Gli abusivi sono stati anche denunciati penalmente, per la detenzione di prodotto ittico trovato in cattivo stato di conservazione.

Anche a Viareggio, il personale della locale Capitaneria, congiuntamente ai veterinari dell’Asl Versilia, ha riscontrato due violazioni penali, rispettivamente a carico del titolare di una pescheria e del responsabile di uno stabilimento balneare, per la detenzione, ai fini della vendita di prodotto ittico in cattivo stato di conservazione.

A Portoferraio, infine, un peschereccio professionale è stato sorpreso a pescare nelle acque di Pianosa, nell’area protetta del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano. In questo caso di trattava di due pescatori professionisti, comandante e marinaio, a bordo del peschereccio sono stati denunciati dalla Capitaneria di Portoferraio, intervenuta sul posto con una motovedetta. In questo caso il motopeschereccio ha tentato di darsi alla fuga provando ad intralciare le operazioni di controllo della Guardia costiera elbana. Quest’ultima ha anche proceduto al sequestro di 5 esemplari di aragoste sotto taglia, rinvenute presso un operatore commerciale locale che è stato deferito all’Autorità giudiziaria competente.

L’attività di controllo della Guardia costiera della Direzione marittima Livornese e delle Capitanerie della Toscana proseguirà, a tutela delle risorse ittiche e della sicurezza dei consumatori, soprattutto nell’attuale stagione estiva in cui il consumo di prodotto ittico cresce sensibilmente.

Si ricorda l’importanza del numero blu 1530 per segnalare alla Capitaneria di porto più vicina ogni tipo di emergenza in mare. Il numero è attivo su tutto il territorio nazionale, ogni giorno, 24 ore su 24.

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